Burnham prepara le scuse britanniche per lo schiavismo
Il premier lo ha scritto sul Guardian, ma esclude risarcimenti alle ex colonie e richiama il precedente degli indennizzi
Il premier britannico Andy Burnham si prepara a chiedere scusa per il ruolo del Regno Unito nella storia dello schiavismo. Sarebbe la prima volta che un capo di governo britannico pronuncia un’apologia ufficiale su questo tema.
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L’annuncio del premier
Burnham ha anticipato la sua intenzione in un articolo pubblicato sul Guardian. La richiesta di perdono riguarderebbe la responsabilità storica del Regno Unito nel sistema della tratta e della schiavitù, senza però tradursi in un impegno economico verso i Paesi coinvolti.
Nel suo intervento, infatti, il primo ministro si è detto contrario all’ipotesi di risarcimenti destinati alle ex colonie britanniche. La posizione distingue quindi il riconoscimento politico e morale delle responsabilità dal pagamento di somme alle comunità e agli Stati che chiedono compensazioni.
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Il precedente degli indennizzi
La questione resta legata anche alla storia finanziaria del Regno Unito. Londra ha continuato a versare indennizzi ai proprietari di schiavi fino al 2015, quando si è concluso il rimborso di debiti contratti dallo Stato per compensare i possessori dopo l’abolizione della schiavitù.
Quel sistema aveva previsto pagamenti ai proprietari, non alle persone ridotte in schiavitù né ai territori da cui provenivano. Il precedente viene richiamato nel dibattito sulle eventuali riparazioni, che Burnham ha escluso pur dichiarandosi pronto a presentare le scuse del governo britannico.
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