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Attualità 3 min di lettura57 min fa

Bullismo, alla Camera il confronto su giovani e rete

Il rapporto 2026 segnala disagio emotivo, isolamento e difficoltà a chiedere aiuto tra gli adolescenti

Il disagio degli adolescenti è sempre più difficile da riconoscere e si manifesta soprattutto attraverso isolamento, ansia e fragilità emotiva. È quanto emerge dal Rapporto 2026 dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, presentato ieri alla Camera dei deputati durante gli Stati generali dedicati a educazione e prevenzione.

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I numeri del disagio giovanile

Il 37,79% dei ragazzi dichiara di aver subito prevaricazioni nell’ultimo anno. Il fenomeno, però, passa meno spesso dalla violenza fisica e più frequentemente dall’esclusione. Il 41,27% degli adolescenti vive il timore di non essere all’altezza, mentre il 30,21% prova con frequenza vergogna per il proprio corpo.

Il rapporto segnala inoltre che il 40,90% si sente quotidianamente privo di energie, il 24,30% pensa spesso che gli altri starebbero meglio senza di lui e il 19% ha avuto pensieri autolesivi o legati alla rinuncia alla vita. Quasi la metà, il 47,47%, incontra difficoltà nel domandare sostegno; il 42,96% percepisce lontani genitori, insegnanti e allenatori.

Luca Massaccesi, alla guida dell’Osservatorio, ha descritto il fenomeno come un malessere che rimane nascosto dietro la normalità apparente. «Il problema non è solo il disagio giovanile, ma il disagio non raccontato», ha detto, indicando negli “affaticati silenziosi” il gruppo più difficile da intercettare.


Social e sicurezza digitale

La dimensione digitale pesa sulle abitudini e sulla percezione di sé. Il 52,35% degli intervistati afferma che i social influenzano direttamente pensieri e comportamenti, il 43,90% controlla il telefono in modo compulsivo e il 35,64% si imbatte spesso in immagini violente o traumatiche. Per il 30,96%, inoltre, l’intelligenza artificiale sembra comprendere meglio delle persone reali ciò che prova.

Marco Ludovico, direttore della Comunicazione e dei Rapporti istituzionali dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, ha sostenuto che la protezione dei minori debba partire dalla formazione. «La sicurezza digitale è prima di tutto una questione culturale», ha affermato, spiegando che ragazzi, famiglie e scuola devono imparare a riconoscere i rischi senza limitarsi a vietare l’uso della rete.

Stefano Epifani, direttore del Comitato scientifico dell’Intergruppo parlamentare per la sostenibilità digitale e la sovranità tecnologica, ha richiamato la responsabilità delle piattaforme. A suo giudizio, gli algoritmi possono favorire contenuti aggressivi e divisivi quando premiano soprattutto le interazioni, mentre le richieste europee sui sistemi rivolti ai minori devono ancora tradursi in obblighi applicabili.

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Prevenzione tra scuola e sport

L’incontro si è svolto nella Sala della Regina di Montecitorio e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, delle forze dell’ordine, del mondo sportivo e del Terzo settore. A promuoverlo è stato Enzo Amich, insieme all’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, con l’organizzazione di Bistoncini Partners.

I lavori sono stati divisi in due momenti: il primo sui rischi digitali, sul cyberbullismo e sul disagio adolescenziale; il secondo sul valore educativo dello sport come luogo di rispetto e inclusione. Amich ha chiesto una collaborazione stabile tra i diversi soggetti: «Non basta più intervenire quando il danno è fatto: dobbiamo arrivare prima».

Secondo i dati raccolti, esistono anche risorse su cui costruire interventi di prevenzione. Il 71,48% dei giovani riconosce nella propria vita almeno una figura adulta o positiva di riferimento, il 68,67% aiuta un amico in difficoltà e il 63,97% trova nelle attività sportive e artistiche fiducia, equilibrio e appartenenza.

Simonetta Matone, componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera, ha ricordato che l’uso dei social ha trasformato episodi un tempo isolati in un’emergenza più ampia. Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha invece riferito che ogni anno vengono incontrati quasi mezzo milione di studenti e che, nelle ultime due settimane, gli incontri hanno coinvolto quasi 100.000 ragazzi.

Tra gli strumenti presentati figura anche “Oltre la medaglia”, documentario realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile. L’iniziativa si affianca alla “Maratona del Rispetto”, nata per raccogliere le testimonianze dei giovani e portarle all’attenzione delle istituzioni.

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