Brasile al bivio: 33 milioni di assenti possono decidere tra Lula e Bolsonaro
Il ballottaggio del 25 ottobre si annuncia incerto: astensioni, voti degli esclusi e orientamento internazionale peseranno sulla scelta del prossimo presidente brasiliano.
Le piazze brasiliane hanno offerto l’ultima fotografia di una campagna elettorale profondamente divisa. Il 18 ottobre migliaia di sostenitori di Luiz Inacio Lula da Silva si sono radunati a Rio de Janeiro, sulla spiaggia di Copacabana, mentre il fronte di Flavio Bolsonaro ha riempito l’Avenida Paulista di San Paolo chiedendo anche la liberazione di Jair Bolsonaro.
A sostegno del presidente uscente sono scesi in campo diversi artisti, tra cui Caetano Veloso, Chico Buarque e Gilberto Gil. Anche Bad Bunny ha autorizzato l’uso di un suo brano per un video della campagna di Lula. Il movimento vicino a Bolsonaro ha invece mantenuto al centro delle proprie manifestazioni la figura dell’ex presidente, condannato a 27 anni per il tentato colpo di Stato e attualmente agli arresti.
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Le ultime carte dei candidati
Tra il primo e il secondo turno Lula ha incassato l’approvazione del Senato alla proposta di ridurre la settimana lavorativa da 44 a 40 ore. Il provvedimento, sostenuto dal capo dello Stato, è stato votato la settimana scorsa e rappresenta uno degli argomenti utilizzati dal presidente per rivolgersi al mondo del lavoro.
Il candidato progressista ha inoltre portato Meta davanti alla giustizia, accusando gli algoritmi della società di favorire il suo avversario. Un tribunale gli ha dato ragione. Entrambi i candidati hanno concentrato gran parte degli sforzi sugli elettori rimasti fuori dal primo turno, una platea che potrebbe modificare l’equilibrio emerso dalle urne.
Un testa a testa senza margini
Il 4 ottobre l’astensione ha raggiunto 33,47 milioni di persone, pari al 21,08% degli aventi diritto. È il dato più alto registrato al primo turno dal 1998. A questo bacino si aggiungono gli elettori che avevano scelto gli altri candidati, capaci di raccogliere complessivamente circa 9,3 milioni di voti, in larga parte nell’area della destra.
Il sondaggio più recente di Datafolha assegna il 50% delle intenzioni di voto a ciascun contendente. Due settimane prima Flavio Bolsonaro disponeva di un margine di quattro punti percentuali. Al primo turno il senatore aveva raggiunto il 47,03% dei voti validi, contro il 45,16% di Lula, con una differenza di circa 2,2 milioni di preferenze.
Due visioni per il Brasile
A 80 anni Lula cerca il quarto mandato non consecutivo. La sua carriera politica è iniziata nel movimento sindacale e, durante le precedenti esperienze alla guida del Paese, ha promosso misure contro la povertà e l’analfabetismo, tra cui il programma Bolsa Familia.
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Flavio Bolsonaro, 45 anni, proviene invece dalla famiglia politica dell’ex presidente Jair Bolsonaro, rimasto alla guida del Brasile dal 2019 al 2022. Una sua eventuale vittoria collocherebbe il Paese nell’area della destra radicale che, secondo il quadro delineato nel testo, ha già conquistato spazio in Argentina, Cile e Colombia.
Amazzonia e alleanze internazionali
La consultazione non riguarda soltanto la gestione interna. Il risultato potrà incidere sulle politiche per l’Amazzonia e sulla collocazione internazionale del Brasile, la maggiore economia del Sud America.
Flavio Bolsonaro è vicino agli Stati Uniti di Donald Trump, mentre Lula ha criticato in più occasioni le ingerenze di Washington e ha consolidato i rapporti con la Cina. La sfida stabilirà quindi anche se il Paese resterà un punto di riferimento della sinistra latinoamericana oppure si unirà alla svolta conservatrice regionale, con la sola eccezione indicata dell’Uruguay.
Quando arriveranno i risultati
Sono 158,7 milioni gli elettori chiamati a scegliere il presidente per i prossimi quattro anni. I seggi resteranno aperti dalle 8 alle 17 nell’orario di Brasilia, cioè dalle 12 alle 21 in Italia; lo scrutinio partirà immediatamente dopo la chiusura.
I primi numeri ufficiali dovrebbero essere diffusi dalle 17 locali, le 21 italiane. La normativa impedisce di rendere pubbliche le stime dei sondaggi all’uscita dei seggi prima della fine delle votazioni. Grazie al voto elettronico, le prime tendenze potranno emergere rapidamente dai centri statali e arrivare a Brasilia in pochi minuti, anche se l’incertezza potrebbe durare fino alla conclusione dello spoglio.
Nel 2022 Lula venne dichiarato matematicamente eletto alle 19.56 locali, le 23.56 in Italia, quasi tre ore dopo la chiusura dei seggi. Con un margine ridotto come quello previsto dai sondaggi, anche questa volta l’esito potrebbe dipendere dalle ultime sezioni.
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