Bonus e tasse a termine, il conto passa al prossimo governo
Molti interventi valgono per il 2027, mentre diverse coperture anticipano entrate destinate agli anni successivi.
La legge di Bilancio trasmessa dal governo Meloni al Parlamento concentra nel 2027 numerosi benefici destinati a esaurirsi dopo dodici mesi. Chi guiderà Palazzo Chigi dopo le elezioni dovrà decidere se rifinanziarli, cancellarli oppure trovare nuove entrate per sostenerli.
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Le coperture durano un anno
Tra le principali fonti di finanziamento compare il maggiore deficit autorizzato dalla clausola energetica: secondo l’allegato 3, nel solo 2027 renderà disponibili 3,4 miliardi di euro per misure già approvate. Anche questa risorsa, però, non si ripeterà automaticamente negli anni seguenti.
Un’altra voce arriva dal sistema bancario. La stretta sulla deducibilità dei crediti fiscali detenuti dagli istituti produrrà più di 2 miliardi di gettito anticipato, ma le deduzioni rinviate dovranno essere recuperate negli esercizi successivi. Il prossimo esecutivo avrà quindi meno spazio finanziario per nuove decisioni.
Pensioni, Irpef e lavoro
Fanno eccezione, almeno in parte, l’innalzamento a 100mila euro del limite di ricavi per accedere alla flat tax delle partite Iva e alcune misure strutturali ancora da definire. Per il resto, la gran parte degli interventi è coperta soltanto fino al 2027.
La misura più costosa è il voucher sanitario da 300 euro destinato a oltre 5 milioni di pensionati con più di 75 anni e redditi bassi. L’operazione richiede 1,6 miliardi e potrà essere utilizzata per beni e servizi sanitari, con ricadute soprattutto sulla sanità privata. Nello stesso periodo, il rapporto tra Fondo sanitario nazionale e prodotto interno lordo è previsto in calo. Il contributo difficilmente consentirà di sostenere spese elevate, come l’acquisto di una dentiera, e non offre garanzie per il 2028.
La sperimentazione della prestazione universale per anziani non autosufficienti viene prolungata per un altro anno. Sono stati stanziati 136 milioni per portare da 6mila a 12mila euro la soglia Isee, dopo le appena 7mila richieste arrivate nella prima tornata. Anche in questo caso manca una copertura oltre il 2027, compreso il sostegno per chi deve pagare un aiuto domestico.
Sul fronte fiscale, l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 55mila euro di reddito, rispetto agli attuali 50mila, vale 1,16 miliardi di minori entrate. Il risparmio massimo è di 500 euro all’anno e la norma è limitata al 2027. Forza Italia ha prospettato, in caso di vittoria elettorale, un ulteriore aumento della soglia a 60mila euro, con un beneficio fino a 1.000 euro: per realizzarlo servirebbero però una nuova scelta politica e altre risorse.
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Contratti e agevolazioni per gli affitti
Per i lavoratori privati con redditi fino a 33mila euro viene confermata per un anno la tassazione al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali. La regola, introdotta dalla legge di Bilancio 2026 per gli accordi firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, avrebbe bisogno di oltre 870 milioni per essere estesa al 2028.
La manovra prolunga inoltre fino a 1.500 euro l’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni, destinata a dipendenti con redditi fino a 40mila euro. Il costo è di 259 milioni. Per gli under 30 con redditi non superiori a 28mila euro è prevista invece un’aliquota dell’1% sugli aumenti ottenuti attraverso una trattativa individuale, fino a 2.500 euro: l’intervento vale 378 milioni.
Gli affitti assorbono altri 368 milioni di minori entrate. Per i contratti stipulati nel 2027, la cedolare secca del 21% potrà riguardare anche gli immobili commerciali, con riduzione al 10% nei comuni capoluogo di città metropolitane. Questa parte pesa per oltre 202 milioni. Altri 165 milioni servono per portare dal 10 al 5% l’imposta sui canoni concordati e all’1% quella applicata quando l’inquilino ha meno di 36 anni.
Imposte rinviate e bonus settoriali
Lo slittamento della sugar tax da gennaio a luglio comporta 170 milioni di mancato gettito, mentre il rinvio della plastic tax ne sottrae altri 146. Dal 2020 entrambe le imposte sono state più volte posticipate; il prossimo governo dovrà decidere se introdurle oppure affrontare la contrarietà delle imprese interessate.
Tra le misure di dimensioni più ridotte c’è infine il trattamento integrativo speciale per il turismo. Il beneficio, introdotto nel 2023, equivale a un bonus statale del 15% sulle retribuzioni legate a lavoro notturno e straordinario ed è prorogato al 2027 con una spesa di 12,3 milioni.
La scelta di concentrare molte agevolazioni in un solo anno trasferisce dunque al governo successivo il peso delle conferme. Se a Palazzo Chigi restasse Giorgia Meloni, sarebbe lo stesso esecutivo a dover decidere come finanziare la prosecuzione dei benefici o quali misure ridimensionare.
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