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Attualità 2 min di lettura6 giorni fa

Bollo auto, il sito falso che svuota i dati: come riconoscerlo

Una pagina che imita l’ACI sta spingendo gli utenti a inserire targa, codice fiscale e carta di credito con la scusa di una sanzione da 15,87 euro.

Un avviso che sembra ufficiale, una scadenza mancata e la richiesta di pagare subito: è questo il meccanismo con cui sta circolando una nuova frode online legata al bollo auto. Il bersaglio è chi viene spinto a credere di avere un debito aperto, così da consegnare in fretta dati personali e informazioni bancarie.

La segnalazione è arrivata dal CERT-AgID, che ha individuato una pagina costruita per somigliare ai canali dell’ACI e ospitata sui domini acitalia.info e acitalia.click. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha chiesto la rimozione dei siti, precisando che non hanno alcun legame con l’ente automobilistico.


Il trucco del falso avviso

Il sito replica nome, logo e impostazione grafica dell’Automobile Club d’Italia, poi mostra un messaggio allarmante: il bollo annuale non sarebbe stato saldato entro la scadenza. A quel punto entra in scena la presunta sanzione amministrativa, usata come leva per indurre l’utente a proseguire senza fermarsi a controllare.

Il percorso è costruito per sembrare lineare. Prima vengono richiesti codice fiscale e targa del veicolo, con la scusa di verificare la situazione del pagamento; poi compaiono i riferimenti alle possibili conseguenze del mancato versamento, dal fermo amministrativo alle limitazioni alla circolazione.


Dove finisce il furto di dati

Dopo la prima raccolta di informazioni, la pagina apre una sezione dedicata alle “Informazioni di contatto”. Qui vengono chiesti nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di telefono e residenza completa di città, provincia e CAP. Il passaggio successivo è ancora più delicato: arriva la richiesta di inserire i dati della carta di credito per pagare una presunta sanzione da 15,87 euro.

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La struttura della truffa punta a ottenere il massimo prima che la vittima possa rendersi conto dell’inganno. Per questo il CERT-AgID ha richiamato l’attenzione su un punto semplice ma decisivo: il portale autentico dell’ACI è aci.it, mentre qualunque versione diversa va trattata con sospetto.


I controlli da fare prima di pagare

Per evitare di cadere nel raggiro, il primo passo è verificare con attenzione l’indirizzo web della pagina. Un dominio anomalo, soprattutto se diverso da quello istituzionale, è già un campanello d’allarme.

Conta anche un altro elemento indicato dal CERT-AgID: il servizio ufficiale per il bollo passa soltanto attraverso l’accesso con identità digitale, quindi SPID o CIE. Se un sito chiede dati personali o bancari prima del login, la richiesta deve essere considerata un possibile segnale di frode.

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