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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Birmania, una bomba sul villaggio: 11 morti e una bambina tra le vittime

Il raid ha colpito un’area controllata dai ribelli vicino a Mandalay, mentre il conflitto iniziato nel 2021 ha già provocato più di 100.000 morti

Una bambina di appena un anno e un ragazzo di 11 anni figurano tra le 11 persone morte in un bombardamento aereo avvenuto nel centro della Birmania. L’episodio ha colpito un villaggio situato in una zona sotto il controllo delle Forze di difesa del popolo, una delle formazioni che combattono la giunta militare.

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Il raid ha colpito una zona ribelle

L’attacco è avvenuto ieri attorno alle 14, le 9.30 in Italia, nel distretto di Yesagyo, a sud-ovest di Mandalay. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, tra le vittime ci sono sei donne e due bambini; uno dei piccoli, ha riferito Bo Paw, esponente delle Forze di difesa del popolo, aveva appena iniziato a camminare.

Un residente, che ha mantenuto l’anonimato per ragioni di sicurezza, ha raccontato che le persone coinvolte non hanno avuto il tempo di reagire. «Sono state uccise tutte sul colpo, compreso uno studente di 11 anni che stava andando in bicicletta», ha detto il testimone. L’esercito birmano non ha finora fornito una versione dei fatti né un commento sull’accaduto.


Case distrutte e corpi sepolti

La bomba ha colpito alcune abitazioni lungo una strada del villaggio. «Ho visto tre case completamente distrutte. Si trovavano lungo la strada, proprio nel punto in cui è caduta la bomba», ha aggiunto il residente, spiegando che le operazioni di sepoltura erano già iniziate.

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La mattina successiva, secondo il suo racconto, soltanto due corpi non erano ancora stati deposti nel cimitero. Le informazioni sul bilancio e sull’identità delle vittime arrivano da un abitante e da un membro della ribellione, mentre non risultano al momento verifiche indipendenti sull’attacco.


Un conflitto che non si arresta

La guerra civile è esplosa dopo il colpo di Stato militare del 2021, che ha destituito il governo eletto guidato da Aung San Suu Kyi. Da allora, secondo i dati dell’organizzazione Acled, i morti appartenenti ai diversi schieramenti hanno superato quota 100.000.

Le Forze di difesa del popolo, di orientamento democratico, si erano unite ai gruppi armati delle minoranze etniche già contrarie al potere centrale. Dopo alcune avanzate contro le forze governative, la formazione ribelle sta però incontrando crescenti difficoltà nell’area attorno a Mandalay, la seconda città della Birmania.

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