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Attualità 2 min di lettura4 nov

Bill Gates: l’IA cambierà molti lavori entro il 2030

Il fondatore di Microsoft indica vendite e assistenza clienti tra gli impieghi più esposti, ma salva cura, arte e sport

Bill Gates prevede che l’intelligenza artificiale trasformi profondamente il lavoro entro il 2030, fino a sostituire alcune attività oggi svolte dalle persone. Il fondatore di Microsoft ha avvertito che «molti lavori spariranno per sempre», indicando anche i settori che potrebbero mantenere una forte presenza umana.

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I tempi previsti da Gates

Secondo Gates, i primi effetti consistenti riguarderanno gli impieghi d’ufficio. In un’intervista del 27 agosto 2026 ha stimato che l’IA potrebbe incidere in modo significativo su queste professioni entro il 2028.

La trasformazione potrebbe poi interessare anche il lavoro manuale entro il 2030. Non si tratterebbe necessariamente della scomparsa completa di impiegati e operai, ma di una rapida crescita dell’automazione, favorita dal taglio dei costi per le aziende.

Gates ha espresso una preoccupazione particolare per i giovani e per chi si trova all’inizio della carriera. Le mansioni più semplici o intermedie potrebbero ridursi, mentre i nuovi ruoli legati all’IA richiederebbero spesso una preparazione lunga e specializzata.


Le professioni più esposte

Tra le attività indicate come maggiormente vulnerabili figurano le vendite e il servizio clienti, sia al telefono sia attraverso i canali digitali. Nella lista rientrano anche gli ingegneri informatici e gli assistenti legali.

Con l’evoluzione dei sistemi, l’automazione potrebbe arrivare alla valutazione delle domande di finanziamento e all’esame dei dati. In ambito sanitario, l’IA potrebbe occuparsi almeno di una prima analisi dei pazienti, lasciando agli specialisti le decisioni successive.

A differenza delle precedenti innovazioni tecnologiche, osserva Gates, questi strumenti non svolgono soltanto compiti fisici: possono intervenire anche in attività basate sul ragionamento e sulle conoscenze professionali.

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I settori che potrebbero resistere

Gates considera relativamente più protetti quattro ambiti: programmazione, biologia, energia e sport professionistico. I sistemi automatici potranno scrivere programmi e sostenere la ricerca, ma la progettazione complessa e le scelte più articolate potrebbero continuare a richiedere competenze umane.

Nel settore energetico l’IA potrà aiutare a controllare le infrastrutture e a trovare soluzioni tecniche. Lo sport presenta invece una caratteristica diversa: anche se una macchina fosse più abile di un atleta, il pubblico potrebbe non voler assistere a gare tra robot.


Le attività da affidare alle persone

Per Gates esiste una distinzione tra ciò che le macchine non sono ancora capaci di fare e ciò che la società potrebbe scegliere di non delegare loro. Il tema nasce anche dall’esperienza con il padre, morto nel 2020 dopo avere convissuto con l’Alzheimer.

Negli ultimi anni l’uomo era seguito continuamente da operatori capaci di cogliere bisogni che non riusciva più a comunicare, come la fame. «Nessun robot avrebbe potuto, né dovuto, farlo», ha scritto Gates ricordando quella fase.

In un’intervista del 22 ottobre 2026, Gates ha citato tra le attività da riservare agli esseri umani la cura dei bambini, la preparazione del cibo, l’arte e lo sport. La sua posizione è che, anche quando l’IA riuscisse a svolgerle meglio, le persone potrebbero decidere di continuare a occuparsene direttamente.

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