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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Bilancio Ue 2028-2034, la Corte segnala lacune

Secondo i revisori europei, restano problemi su trasparenza, risultati e controllo dei finanziamenti

La Corte dei conti europea ha rilevato carenze nella proposta della Commissione per il bilancio dell’Unione 2028-2034. Secondo l’analisi pubblicata il 4 novembre, il futuro Quadro finanziario pluriennale non rafforza abbastanza trasparenza e rendicontabilità.

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Le opportunità rimaste inattuate

L’istituzione con sede a Lussemburgo ha confrontato le proposte presentate dalla Commissione nel luglio e nel settembre 2025 con le 28 possibilità di miglioramento individuate in un precedente documento. Soltanto una di queste è stata accolta pienamente: la semplificazione delle regole per permettere al bilancio di adattarsi più rapidamente alle esigenze che cambiano.

In 19 casi, invece, le indicazioni sono state recepite soltanto in parte; in altri otto non sono state considerate. Le lacune più marcate riguardano i finanziamenti non legati ai costi, per i quali la Corte chiede condizioni di pagamento più definite, risorse tracciabili e un’attenzione maggiore agli esiti ottenuti, anziché ai soli progressi nell’attuazione.


Controlli e risultati da chiarire

Per i revisori, la Commissione non ha inserito nella normativa una definizione del valore aggiunto prodotto dall’Unione. Questo avrebbe consentito di indirizzare meglio la spesa e di valutarne l’impatto. Anche il sistema di misurazione proposto continua a privilegiare gli indicatori relativi alle attività svolte, mentre quelli sui risultati e sugli effetti restano insufficienti.

La semplificazione delle norme europee, inoltre, non garantirebbe automaticamente una riduzione degli adempimenti per i destinatari finali. Nel coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri, la previsione di un unico piano nazionale potrebbe ridurre lo spazio decisionale delle Regioni. La Corte segnala poi dubbi sulle modalità di valutazione delle riforme e sull’assegnazione delle risorse.

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Stato di diritto e nuove entrate

Il modello per i finanziamenti non collegati ai costi riprende quello adottato per il fondo europeo di ripresa dopo la pandemia, ma secondo la Corte conserva problemi metodologici. Le condizioni per ottenere i pagamenti dovrebbero includere il rispetto delle norme europee e nazionali.

Le proposte rafforzano alcuni meccanismi a tutela dello Stato di diritto e della Carta dei diritti fondamentali, ma contengono anche disposizioni che potrebbero limitarne l’efficacia. L’introduzione di nuove risorse proprie, inoltre, renderebbe più articolato il sistema di finanziamento; un aumento delle entrate già esistenti, anche attraverso la riduzione dei divari fiscali, potrebbe contenere il ricorso a nuovi strumenti.


I rilievi sull’audit esterno

La Corte chiede infine garanzie esplicite sui propri poteri di controllo, anche per programmi come Europa globale. L’assenza di un riconoscimento chiaro dei diritti di audit crea incertezze sul mandato dell’istituzione, soprattutto per gli organismi esterni al quadro giuridico dell’Unione e per gli strumenti finanziari che coinvolgono soggetti terzi.

Jan Gregor, responsabile dell’analisi, ha spiegato che il documento può aiutare i negoziatori a definire le regole del prossimo bilancio. L’obiettivo indicato è un quadro capace di mostrare con chiarezza il valore della spesa europea e di garantire una gestione più trasparente delle risorse.

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