Bernabè lancia l’allarme: la ricchezza concentrata minaccia la democrazia
L’economista avverte che il potere finanziario di Big Tech e la crisi dei ceti medi stanno creando condizioni sempre più rischiose per le democrazie.
La concentrazione del denaro nelle mani delle grandi aziende tecnologiche, secondo Franco Bernabè, non è più soltanto una questione economica. L’economista considera già attuale il rischio di una crisi democratica e richiama l’urgenza di intervenire.
Il potere economico è concentrato
Bernabè ha sintetizzato la sua posizione con un avvertimento netto: «Tutto il denaro nelle mani di Big Tech, siamo già in emergenza democratica». Il riferimento è al peso crescente delle principali imprese tecnologiche e alla quantità di risorse che si raccoglie attorno a esse.
Nelle parole dell’economista, questa concentrazione rappresenta un problema che supera i confini del mercato. Il tema riguarda infatti anche gli equilibri della società e la tenuta delle istituzioni democratiche.
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La crisi dei ceti medi preoccupa
Nel ragionamento rilanciato insieme alla proposta di Carofiglio, Bernabè ha sottolineato che non resta molto tempo per affrontare la situazione. L’attenzione si sposta così dagli effetti economici immediati alle conseguenze politiche e sociali della perdita di sicurezza delle classi medie.
L’economista ha inoltre collegato le difficoltà dei ceti medi alla nascita dei fascismi, sostenendo: «Non c’è più tempo, i fascismi sono nati dalla crisi delle classi medie». Il richiamo storico serve a evidenziare il pericolo di lasciare senza risposta una crisi che, nella sua lettura, può trasformarsi in una minaccia per la democrazia.
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