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Attualità 2 min di lettura55 min fa

Bari, 17enne in comunità dopo l’aggressione alla ex

La ragazza, 15 anni, lo ha denunciato dopo mesi di messaggi, appostamenti e minacce di morte

Un calciatore barese di 17 anni è stato collocato in una comunità educativa dopo la denuncia della ex fidanzata, che ha 15 anni. Il provvedimento è arrivato al termine di un’indagine avviata dopo un’aggressione avvenuta in un locale del centro di Bari.

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La denuncia della ragazza

Secondo quanto ricostruito, il giovane non avrebbe accettato la fine della relazione. Dopo la separazione, alla ragazza sarebbero arrivati messaggi e telefonate sempre più frequenti, accompagnati da appostamenti e minacce.

La 15enne ha raccontato di avere iniziato a temere per la propria incolumità. In un messaggio ricevuto dall’ex, il ragazzo avrebbe scritto: «Se dovessi sapere che è successo qualcosa, giuro sulla mia vita, a costo di passare i guai, io ti uccido con le mie mani…».

La relazione era cominciata quando lei aveva 14 anni. La giovane ha inoltre riferito che, durante una serata in un locale di Ostuni, il 17enne l’aveva schiaffeggiata davanti ad altre persone. In un primo momento i genitori avevano scelto di non rivolgersi alle autorità, sperando che le condotte persecutorie si interrompessero.


L’aggressione nel locale

La situazione sarebbe proseguita anche dopo il trasferimento della famiglia della ragazza in una città del Nord. Il giovane avrebbe raggiunto più volte l’ex, usando come motivazione le partite di calcio alle quali assistere.

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L’episodio più grave risalirebbe alla fine di settembre, durante una festa in un locale del centro di Bari. Alla presenza dei familiari della minorenne, il 17enne le avrebbe sferrato un colpo alla nuca e uno al volto.

Dopo quell’episodio, i genitori hanno chiesto al questore Annino Gargano un provvedimento di allontanamento. La vicenda è quindi confluita in un procedimento penale coordinato dalla Procura per i minorenni.


La misura disposta dal giudice

A firmare l’ordinanza cautelare è stata la giudice Rosa Caramia, che ha disposto l’inserimento del ragazzo in una comunità educativa. La misura dovrà accompagnarlo in un percorso di consapevolezza sui comportamenti contestati e sulle modalità di relazione con gli altri.

«Bisogna avviare un percorso educativo che lo porti a prendere coscienza della gravità dei fatti e a imparare a relazionarsi con gli altri in maniera più equilibrata», ha spiegato la giudice.

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