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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Barbara Spinelli, addio alla voce dell’Europa: aveva 80 anni

Dalla fondazione de la Repubblica al Parlamento europeo, una lunga attività tra giornalismo, analisi internazionale e impegno federalista

La scomparsa di Barbara Spinelli chiude il percorso di una protagonista del dibattito politico italiano ed europeo. Aveva 80 anni e per decenni aveva seguito da vicino trasformazioni internazionali, istituzioni comunitarie e grandi questioni della politica estera.


Una carriera costruita sui giornali

Nata a Roma nel 1946, Spinelli entrò nel gruppo dei fondatori de la Repubblica nel 1976. Quell’esperienza rappresentò uno dei passaggi più significativi di un’attività giornalistica sviluppata tra analisi, corrispondenze e commenti sui principali scenari internazionali.

Nel corso degli anni scrisse per numerose testate italiane e straniere. Fu corrispondente da Parigi e Bruxelles e collaborò, tra gli altri, con il Corriere della Sera e La Stampa; negli ultimi dieci anni circa intervenne anche sulle pagine del Fatto Quotidiano, mantenendo l’attenzione sui cambiamenti della politica italiana e mondiale.


Dal giornalismo alle istituzioni europee

Nel 2014 Spinelli passò anche all’attività istituzionale, ottenendo un seggio al Parlamento europeo con L’Altra Europa con Tsipras. Della formazione era stata una delle promotrici e, durante il mandato, si occupò soprattutto del funzionamento delle istituzioni dell’Unione, dei diritti e delle relazioni internazionali.

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La politica, tuttavia, non sostituì il lavoro di analisi che aveva caratterizzato la sua vita professionale. Il suo impegno europeo si inseriva in una storia familiare strettamente legata al federalismo e alla costruzione dell’Europa unita.


L’eredità di Altiero e Hirschmann

Barbara Spinelli era figlia di Altiero Spinelli, tra gli ideatori del Manifesto di Ventotene e figura centrale nel cammino verso l’integrazione europea. Sua madre, Ursula Hirschmann, politica tedesca antifascista, sostenne a sua volta il progetto federalista europeo.

Quell’eredità culturale accompagnò l’intero percorso di Barbara Spinelli, dal lavoro nelle redazioni all’esperienza politica. Con la sua morte viene meno una firma riconoscibile del giornalismo politico italiano, capace di unire osservazione della realtà, riflessione sull’Europa e partecipazione alla vita pubblica.

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