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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bambini al ristorante, la proposta di Oldani: «Niente menu dedicati

Lo chef invita a educare i più piccoli alla varietà a tavola, lasciando loro libertà di scelta dentro un’offerta domestica sana ed equilibrata.

Per Davide Oldani l’educazione al gusto comincia molto presto e passa anche dalle esperienze al ristorante. Lo chef, intervenuto a Bologna durante la rassegna C’è +Gusto, ha messo in discussione l’abitudine di riservare ai bambini piatti standardizzati e poco vari, come hamburger, patatine e cotolette.

La sua posizione è netta: «Abolirei i menu bambini nei ristoranti». Una scelta che, secondo Oldani, potrebbe aiutare i più piccoli ad avvicinarsi ai sapori della cucina degli adulti, senza escluderli a priori dalla scoperta di ingredienti e preparazioni diverse.

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Il gusto nasce dalla curiosità

Il tema è emerso durante una domanda sull’educazione alimentare della figlia. Per lo chef, imporre gli assaggi non è la strada giusta: il bambino dovrebbe essere accompagnato, ma anche ascoltato nelle proprie preferenze e lasciato libero di sviluppare gradualmente la sua curiosità.

Oldani ha spiegato che pietanze semplici come la pasta al pomodoro o quella condita soltanto con olio o burro, insieme a fritti e cotolette, non devono diventare un divieto assoluto. Il problema, a suo avviso, è trasformarli nella scelta abituale: questi piatti possono comparire «una volta al mese», mentre l’obiettivo dovrebbe essere mostrare ai bambini la varietà e l’attrattiva della cucina.


A casa decide anche Camilla Maria

Parlando della figlia Camilla Maria, lo chef ha raccontato di non averle mai imposto un alimento preciso né chiesto di cimentarsi ai fornelli controvoglia. La osserva e presta attenzione alle sue richieste, lasciandole scegliere che cosa assaggiare.

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Questa libertà, però, si inserisce in un ambiente alimentare curato dagli adulti. Nella dispensa di casa ci sono prodotti di qualità, mentre in frigorifero non mancano latte fresco e verdure di stagione: una disponibilità che Oldani considera una base solida per le decisioni della bambina.


Un equilibrio senza imposizioni

La famiglia prepara inoltre pasti completi, alternando proteine, ortaggi e carboidrati. Camilla Maria può orientarsi tra queste possibilità senza rinunciare all’equilibrio complessivo dell’alimentazione.

La filosofia descritta dallo chef non punta quindi a eliminare ogni alimento più gradito ai bambini, ma a evitare che il loro rapporto con il cibo venga limitato a pochi piatti sempre uguali. L’idea è offrire qualità e varietà, lasciando che l’interesse per nuovi sapori maturi con il tempo.

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