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Attualità 2 min di letturaAggiornato 6 ore fa

Badanti e colf, il sommerso supera il 56%

Occupazione in aumento tra 2023 e 2025, ma l’assistenza domiciliare rincara e il 28,9% spende oltre 2mila euro

Aggiornamento delle 11:05

Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, ha collegato l’aumento del lavoro nero alla mancanza di sostegni per le famiglie. Secondo l’associazione, circa il 60% dei nuclei non riceve aiuti, oppure accede a misure troppo limitate per incidere davvero sui costi.

Il lavoro domestico irregolare ha raggiunto il 56,6%, mentre le famiglie sostengono costi per l’assistenza domiciliare cresciuti del 20% in dieci anni. I dati emergono dal Rapporto 2026 Family (Net) Work di Assindatcolf, presentato a Roma il 5 novembre e curato dalla Fondazione studi Consulenti del lavoro.

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Le spese per le badanti

Il peso maggiore ricade sui nuclei che impiegano una o più badanti. Il 65,4% dichiara una spesa mensile superiore a 1.500 euro; per il 28,9% l’esborso oltrepassa invece i 2.000 euro.

L’indagine, condotta nel luglio 2026 su più di 4.000 famiglie che utilizzano collaboratori domestici, segnala un divario crescente tra necessità di cura e disponibilità economiche. Tra il 2024 e il 2026, il 71,7% degli intervistati ha rilevato un incremento dei costi, mentre il 41,6% ha visto aumentare il bisogno di servizi domestici o assistenziali.

La pressione risulta ancora più marcata tra chi ricorre alle badanti: in questo gruppo il 86% segnala maggiori spese e il 67,3% un fabbisogno più elevato. Nel periodo 2015-2025, le tariffe dei servizi di assistenza a domicilio sono salite complessivamente del 20%, con l’aumento più intenso concentrato nell’ultimo triennio.


Occupazione e lavoro irregolare

Nel settore le unità di lavoro sono passate da 1 milione 381 mila nel 2023 a 1 milione 486 mila nel 2025, con un incremento del 7,6%. La crescita è stata più rapida nell’ultimo anno, quando ha raggiunto il 4%.

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All’aumento dell’occupazione si è accompagnata una nuova espansione del lavoro non regolare. Dopo la riduzione registrata in seguito alle regolarizzazioni del 2020 e del 2021, il tasso di irregolarità è tornato al 56,6% nel 2024. Il comparto raccoglie da solo il 33,7% di tutti i lavoratori dipendenti irregolari in Italia.

Se l’intero sommerso domestico venisse regolarizzato, la quota complessiva del lavoro dipendente non regolare nel Paese scenderebbe dal 13,2% all’8,6%.


Le rinunce delle famiglie

Il caro-servizi sta modificando anche l’organizzazione quotidiana. Nel 56,6% delle famiglie almeno una persona ha dedicato più tempo alla cura dei propri cari o alle attività domestiche; il 24,9% ha fatto maggiore affidamento su parenti e reti informali.

Inoltre, nel 22,1% dei casi un componente del nucleo ha cambiato la propria attività lavorativa per rispondere alle esigenze di assistenza o gestione della casa. Per molte famiglie, il ricorso ai collaboratori non elimina quindi la difficoltà di conciliare occupazione e responsabilità di cura.

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