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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Bachelet riunisce l’opposizione: il nodo della corsa al 2029

L’ex presidente cilena incontrerà sei formazioni progressiste il 15 ottobre, mentre cresce l’attenzione su un possibile ritorno alle urne

Il possibile ritorno di Michelle Bachelet sulla scena presidenziale cilena torna a far discutere, ma il suo entourage esclude che il prossimo incontro con le opposizioni abbia già un obiettivo elettorale. La riunione è stata fissata per giovedì 15 ottobre e servirà, ufficialmente, a cercare un terreno condiviso sui principali temi politici.

L’iniziativa arriva dopo la conclusione della corsa di Bachelet alla guida delle Nazioni Unite. Da allora, l’ex presidente ha ripreso a occupare uno spazio più visibile nel dibattito pubblico, alimentando le congetture su una possibile terza candidatura alla presidenza nel 2029.


Il confronto punta all’unità progressista

L’appuntamento si svolgerà negli spazi di Horizonte Ciudadano, la fondazione legata a Bachelet. Sono attesi esponenti di sei formazioni: il Partito socialista, il Partito comunista, il Partito liberale, il Fronte ampio, il Partito per la democrazia e la Democrazia cristiana.

Sul tavolo ci saranno il coordinamento delle forze progressiste e le posizioni da assumere davanti all’attualità politica. L’obiettivo dichiarato è migliorare la collaborazione tra i partiti di opposizione rispetto all’esecutivo guidato dal presidente José Antonio Kast.

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Il 2029 resta sullo sfondo

La convocazione ha inevitabilmente riacceso le domande sulle intenzioni future di Bachelet. La sua esperienza istituzionale e il nuovo protagonismo pubblico hanno infatti rafforzato le ipotesi di una candidatura per un terzo mandato presidenziale, eventualità collocata al momento nel quadro delle discussioni sul voto del 2029.

Dall’ambiente dell’ex presidente arriva però una precisazione: l’incontro non sarebbe stato organizzato come riunione elettorale. La priorità, secondo questa ricostruzione, è aprire un canale di dialogo stabile tra le diverse componenti dell’opposizione, senza trasformare il vertice in un lancio ufficiale della candidatura di Bachelet.

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