Azerbaigian e Uzbekistan: il patto che arriva fino all’Europa
Dalla liberazione di alcuni francesi in Azerbaigian alle mosse su Usmanov, si rafforza l’intesa tra Baku e Tashkent dentro un asse centroasiatico che guarda sempre più verso l’Occidente.
Le mosse intrecciate di Baku e Tashkent stanno facendo emergere un quadro più ampio: una cooperazione che non riguarda soltanto i rapporti bilaterali, ma anche l’assetto in evoluzione dell’Asia centrale e i suoi collegamenti con il Caucaso meridionale e l’Europa. In questo contesto si colloca anche la vicenda di Alisher Usmanov, nome che resta al centro di equilibri politici e diplomatici delicati.
Il nodo Usmanov e il segnale politico
A far discutere è soprattutto l’incrocio tra l’esclusione di Usmanov dalle sanzioni dell’Unione europea e la liberazione di un gruppo di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian. Tra loro c’è anche Martin Ryan, imprenditore condannato a dieci anni per spionaggio. Il parallelismo tra i due dossier è stato letto come un indizio della crescente vicinanza tra Azerbaigian e Uzbekistan.
Sul ruolo del tycoon, però, restano interrogativi. Galiya Ibragimova, politologa e giornalista uzbeka freelance, in un’intervista a Ekho ha spiegato di non vedere con chiarezza perché Usmanov sia così centrale da giustificare una trattativa di Baku con Parigi a suo favore. Secondo lei, è plausibile che esistano affari, investimenti e altri punti di contatto, ma il peso politico della sua figura non appare del tutto trasparente.
Un asse che si consolida
Il legame tra Azerbaigian e Uzbekistan non nasce oggi. Usmanov è originario dell’Uzbekistan e vi è tornato a vivere dopo essere stato colpito da sanzioni; nel tempo ha rinsaldato il rapporto con Shavkat Mirziyoyev, già rafforzato anche da un matrimonio di famiglia: il nipote del tycoon, Babur, morto in un incidente d’auto nel 2013, era sposato con la nipote del presidente, Diora.
Le relazioni tra i due Paesi si sono fatte più fitte anche sul piano istituzionale. Aliyev e Mirziyoyev si incontrano con regolarità e parlano in pubblico di rapporti quasi fraterni. Lo scorso agosto, a Tashkent, i due leader hanno firmato un Trattato di amicizia eterna, mentre commercio e investimenti stanno aumentando con ritmo sostenuto.
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A rafforzare il quadro ci sono anche le esercitazioni militari congiunte “Potere dell’unità”, che l’Azerbaigian ospiterà a breve insieme alla Turchia. È un ulteriore tassello di una convergenza che si estende dalla sponda centroasiatica fino al Caucaso meridionale.
Dall’Asia centrale all’Europa
Baku partecipa inoltre alle riunioni consultive dei presidenti dei Paesi dell’Asia centrale, un formato che lo scorso novembre è passato da C5 a C6. La piattaforma sta assumendo sempre più la forma di una comunità regionale e, con l’ingresso dell’Azerbaigian nel perimetro, punta idealmente verso l’Europa.
È anche per questo che lo scambio tra la sorte di Usmanov e la scarcerazione dei francesi viene osservato con attenzione fuori dalla regione. Personalità ucraine ed europee hanno criticato l’episodio, interpretandolo come un possibile indebolimento del sistema sanzionatorio contro la Russia e, più in generale, come un segnale di nuovi rapporti di forza tra i protagonisti di quest’area.
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