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Attualità 1 min di lettura42 min fa

Autostrade brasiliane, 3.137 km verso i privati: la sfida dei pedaggi

Il Bndes prepara la concessione di cinque tratte in nove Stati, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti e portare il 5G lungo le arterie federali.

Pedaggi più accessibili e connessione 5G lungo le principali arterie: sono questi due degli obiettivi legati al progetto brasiliano per affidare ai privati 3.137 chilometri di autostrade federali. L’operazione coinvolge il Bndes, banca pubblica per lo sviluppo, e il ministero dei Trasporti.

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Pedaggi e rete mobile al centro

Gli studi commissionati dovranno valutare come contenere il costo sostenuto dagli automobilisti e, allo stesso tempo, come estendere la copertura 5G lungo i percorsi interessati. Il lavoro tecnico rappresenta il passaggio preliminare prima dell’eventuale concessione delle infrastrutture a operatori privati.

Il calendario indica la conclusione delle analisi entro la fine del 2030. Il progetto non riguarda quindi un singolo intervento, ma un piano articolato su cinque segmenti della rete stradale nazionale brasiliana.


Un piano per nove Stati

Le tratte coinvolte appartengono alle autostrade Br-153, Br-010, Br-226, Br-116 e Br-104. Nel complesso, il programma si estende attraverso nove Stati delle regioni settentrionali e nordorientali del Brasile.

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L’intesa tra Bndes e ministero dei Trasporti è stata formalizzata con un contratto destinato alla preparazione delle concessioni. Il progetto interessa territori che stanno registrando una significativa espansione economica, in particolare grazie alle attività agricole.


Crescita senza infrastrutture adeguate

Secondo Aloizio Mercadante, presidente del Bndes, l’iniziativa punta a convogliare capitali verso zone dove lo sviluppo produttivo non è stato seguito da un analogo potenziamento delle infrastrutture. La carenza di collegamenti efficienti resta infatti uno dei nodi delle aree coinvolte.

Il ministro dei Trasporti George Santoro ha inoltre richiamato gli impegni ambientali del dicastero. Le regole sulla sostenibilità consentono di destinare fino al 3% delle risorse previste per i progetti alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza.

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