553notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 1 min di lettura57 min fa

Arresti domiciliari per Adinolfi: il gip dispone il rientro

L’indagato per truffa e reati fiscali era stato trasferito in cella dopo l’uso dei social e della newsletter

Mario Adinolfi ha lasciato il carcere ed è rientrato agli arresti domiciliari a Roma.

Offerta del giorno28 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 64 giorni
********


I motivi della misura più severa

Nell’inchiesta della Procura romana, l’indagato è accusato di essersi rivolto anche a persone in difficoltà economica o alle prese con problemi di salute. Secondo quanto emerso, una parte del denaro raccolto sarebbe stata destinata a spese per beni di lusso, imbarcazioni e soggiorni all’estero.

Il giudice aveva inoltre ravvisato un rischio concreto di reiterazione dei reati. La condotta contestata era stata definita caratterizzata da «sistematicità», mentre la notorietà pubblica di Adinolfi avrebbe ampliato quella che il gip aveva indicato come una pericolosità sociale «evidente e pervasiva».


L’uso dei social contestato

Il passaggio in carcere era arrivato il 21 settembre, dopo l’inasprimento della misura cautelare richiesto dalla Procura. Alla base della decisione c’era la presunta violazione del divieto di utilizzare strumenti di comunicazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Adinolfi avrebbe continuato ad aggiornare i propri profili social e a diffondere la newsletter con «cadenza quasi quotidiana». I suoi legali hanno poi presentato un’istanza al gip di Roma, ottenendo il ritorno alla detenzione domiciliare.


L’inchiesta sulla Scommessa collettiva

L’indagine era partita con l’applicazione dei domiciliari l’8 luglio. Al giornalista e fondatore del Popolo della famiglia vengono contestati, oltre alla truffa aggravata e continuata, l’omessa dichiarazione dei redditi, l’esercizio abusivo della raccolta del risparmio e l’abusivismo finanziario.

Al centro del procedimento c’è la cosiddetta Scommessa collettiva, proposta da Adinolfi dal 2005 anche attraverso i social. Ai partecipanti sarebbe stato chiesto di versare somme in un fondo comune per puntate sportive, con la prospettiva di ottenere rendimenti fino al 40% annuo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere