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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Argentina, rischio Paese ai massimi dell’anno a quota 787

Ottobre ha segnato il terzo arretramento mensile dei titoli, tra mercati esteri deboli e timori sull’economia interna.

Il rischio Paese dell’Argentina è salito a 787 punti in ottobre, dopo un aumento mensile di 180 unità e del 6,2%. Si tratta del livello più elevato raggiunto nel 2026.

I titoli argentini hanno così archiviato il terzo mese consecutivo di ribassi. Sui prezzi hanno inciso la volatilità internazionale e i risultati inferiori alle attese dell’economia nazionale.

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Mercati esteri sotto pressione

Tra gli elementi che hanno pesato sugli asset argentini figura anche l’esito del ballottaggio in Brasile. A questo si è aggiunta la discesa generalizzata dei mercati internazionali, che ha aumentato la cautela degli investitori.

Fernando Camusso, direttore di Rafaela Capital, ha collegato la correzione di Wall Street ai dubbi sulla capacità di recuperare l’enorme spesa destinata all’intelligenza artificiale. «Wall Street sta correggendo con forza per i dubbi sulla redditività dell’enorme spesa in intelligenza artificiale», ha dichiarato.

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Dubbi su riserve ed economia

Sul fronte interno rimangono aperte le incertezze legate alla crescita delle riserve e alle possibili conseguenze delle elezioni del 2027. La debolezza dell’attività economica ha spinto gli operatori a chiedere un premio più alto per investire nel Paese, secondo Jerónimo Bardin di Balanz Capital.

Il calo ha coinvolto in modo strutturale sia le azioni sia le obbligazioni. Il comparto valutario, invece, ha mostrato una tenuta maggiore grazie alla politica monetaria restrittiva.

Nel corso del mese la Banca Centrale ha inoltre intensificato gli acquisti di valuta. L’operazione ha consentito di accumulare più di 1,2 miliardi di dollari di riserve.

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