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Attualità 3 min di lettura45 min fa

Andrea Sorrentino resta in Spagna: rientro, -30% sullo stipendio

Da 14 anni lavora al sincrotrone Alba, dove ha ottenuto un posto stabile dopo il dottorato a Roma.

Andrea Sorrentino ha scelto di restare in Spagna, dove lavora al sincrotrone Alba e ha costruito la propria carriera scientifica. Tornare in Italia oggi significherebbe per lui ricominciare e rinunciare a oltre il 30% dello stipendio.

La decisione è legata anche alla vita costruita vicino a Barcellona. A 46 anni, dopo aver acquistato casa, non pensa a un rientro stabile: gli mancano Roma, la madre e gli amici, ma non il modo di vivere nella capitale.

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Un lavoro altamente specializzato

Sorrentino si occupa di strumentazione, metodi di analisi e interpretazione dei dati all’interno di Alba, grande struttura per la ricerca scientifica alle porte di Barcellona. Le sue attività riguardano tecniche basate sui raggi X, comprese immagini tridimensionali su scala nanometrica e applicazioni di microscopia.

I ricercatori portano al sincrotrone cellule esposte a farmaci, modifiche genetiche, nanomateriali o infezioni. Attraverso questi esperimenti cercano di osservare i cambiamenti prodotti dai trattamenti rispetto ai campioni non sottoposti alle stesse condizioni.

Sorrentino è arrivato in Spagna nel febbraio 2012, dopo gli studi e il dottorato svolti a Roma. Aveva già maturato l’idea di lavorare in una struttura di questo tipo; in Italia avrebbe potuto puntare su Elettra, il sincrotrone di Trieste, ma il primo colloquio si svolse in Spagna e si concluse con un’assunzione.


Dal dottorato al posto stabile

Dopo quattro anni da ricercatore post-dottorato, nel 2016 ricevette un’offerta a tempo indeterminato. «In quattro anni, lavorando bene, mi hanno premiato e valorizzato in modo importante dandomi anche il famigerato posto fisso», ha raccontato parlando del percorso seguito ad Alba.

La struttura spagnola era relativamente giovane e stava formando nuovi gruppi di lavoro. Secondo Sorrentino, questo ha creato occasioni che una realtà con una storia più lunga come Elettra, attiva dagli anni Novanta, non avrebbe potuto offrire nello stesso modo.

«Sono stato la persona giusta al momento giusto», ha detto descrivendo l’incontro tra le proprie competenze e le esigenze del laboratorio. Le conoscenze acquisite a Roma, aggiunge, continuano a essergli utili ancora oggi.

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Le differenze fuori dal laboratorio

Il trasferimento gli ha fatto notare anche abitudini quotidiane diverse. In Spagna, quando si arriva in un negozio, si chiede chi sia l’ultimo e si rispetta l’ordine della fila; a Roma, osserva, la stessa situazione può diventare più conflittuale.

Secondo Sorrentino, anche il comportamento nel traffico e davanti agli attraversamenti pedonali contribuisce a rendere più semplice la convivenza. A Barcellona le automobili si fermano sulle strisce e lui si sposta da anni con autobus, metropolitana e bicicletta, senza possedere una macchina.

La Costa Brava gli ha inoltre permesso di mettere in discussione l’idea che la qualità della vita dipenda soltanto dalla bellezza di un Paese. Descrive le spiagge che frequenta come accessibili, pulite e dotate di servizi; chi vuole può utilizzare gratuitamente diversi servizi, mentre ombrelloni e lettini sono disponibili a pagamento.

Sulla sanità, considera positiva la combinazione tra sistema pubblico e offerta privata. A suo giudizio, con una spesa di circa un centinaio di euro al mese è possibile ottenere esami come radiografie ed ecografie in tempi brevi.


Perché non pensa al ritorno

Nel sincrotrone lavorano anche diversi italiani, tra cui almeno cinque o sei persone nella sua sezione. Tra i colleghi ci sono anche romani e una compagna delle elementari che Sorrentino ha ritrovato anni dopo in Spagna.

Il legame con la città d’origine, quindi, non si è spezzato. Quando torna a Roma da turista riceve l’accoglienza degli amici, ma non immagina di riprendere lì la vita professionale. «Per tornare stabilmente dovrei ricominciare, perdere oltre il 30% dello stipendio e probabilmente occuparmi di qualcosa di diverso dalla ricerca che faccio oggi», ha spiegato.

La conclusione personale è netta: «Il mio futuro non lo vedo altrove». Per Sorrentino, la partenza del 2012 non è stata una parentesi, ma l’inizio di un percorso professionale e familiare ormai radicato vicino a Barcellona.

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