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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Alpi dello Zillertal, birra del 1978 riemersa dai ghiacci

Un fusto di birra del 1978 è stato recuperato dai ghiacci delle Alpi dello Zillertal e aperto dopo quasi mezzo secolo.

Un fusto di birra del 1978 è stato recuperato dai ghiacci delle Alpi dello Zillertal e aperto dopo quasi mezzo secolo. Il contenuto è risultato ancora bevibile.

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Un reperto legato alla Harpf

Per Harpf, azienda altoatesina attiva da oltre 140 anni, il ritrovamento ha un significato particolare. Il contenitore potrebbe infatti essere partito proprio dai magazzini dell’impresa, trasformandosi in una testimonianza della sua storia.

A individuare il fusto è stato Daniel, autista della società. Il dipendente lo ha riportato a valle con l’aiuto di un carrello e di alcune manovre rese necessarie dal terreno montano; il recipiente, pur ammaccato, era ancora integro.


La degustazione dopo il recupero

Una volta arrivato presso la sede di Harpf, il fusto è stato aperto davanti a un piccolo gruppo di appassionati e curiosi. La birra è stata spillata e assaggiata, con un esito sorprendente per chi era presente.

«Il ghiacciaio sembra aver conservato bene la birra nel corso degli anni», ha riferito l’azienda nel resoconto pubblicato su Instagram. Dopo la degustazione, la bevanda è stata giudicata ancora bevibile nonostante il lungo periodo trascorso sotto il ghiaccio.

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Caduto durante una consegna

La vicenda ha avuto origine alla fine degli anni Settanta, quando il fusto precipitò in una fenditura durante una consegna effettuata con un elicottero. Da allora il contenitore era rimasto nascosto e non era più stato recuperato.

Il ritrovamento è avvenuto quest’anno a circa 3.000 metri di altitudine, nella zona sottostante il rifugio Sasso Nero. La data incisa sul metallo, 1978, ha permesso di collegare il reperto all’episodio avvenuto quasi cinquant’anni prima.


Il ghiaccio come conservante

Le basse temperature e la copertura glaciale hanno creato una sorta di frigorifero naturale. Questo ambiente ha protetto il contenuto per decenni, consentendo alla birra di arrivare alla degustazione in condizioni insolitamente buone.

Harpf ha descritto il recupero come «un’occasione rara ed emozionante» e come un pezzo della propria storia. L’azienda ha documentato l’operazione e l’apertura del fusto con fotografie e informazioni pubblicate sul proprio profilo Instagram.

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