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Attualità 1 min di lettura4 giorni fa

All’università si legge meno: l’allarme dei docenti sui manuali

Un’indagine commissionata dagli editori fotografa un uso sempre più debole dei testi di studio e molti professori segnalano esami affrontati senza letture adeguate.

La presenza dei libri nello studio universitario sembra farsi sempre più rarefatta. È questo il punto che emerge dall’indagine promossa dagli editori, secondo cui una parte consistente del corpo docente vede arrivare agli esami studenti che non hanno affrontato i testi e i manuali richiesti.


Docenti preoccupati per la preparazione

Il quadro restituito dal sondaggio non è rassicurante per chi insegna. La maggioranza dei professori coinvolti, infatti, ritiene che gli studenti si presentino alle prove finali senza aver letto i materiali indicati nel percorso didattico.

Non si tratta solo di una percezione isolata, ma di un segnale che riguarda il rapporto tra formazione accademica e lettura dei testi. L’indagine mette al centro proprio questo scollamento, mostrando come i manuali sembrino perdere peso nel metodo di studio.

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Il nodo dei testi obbligatori

Nel racconto che arriva dall’università, i libri non risultano più il passaggio obbligato che erano un tempo. A preoccupare è soprattutto l’idea che, per una parte degli studenti, l’esame possa essere affrontato senza una preparazione costruita sui volumi previsti.

L’inchiesta commissionata dagli editori nasce da qui: fotografare quanto spazio abbiano ancora i testi nello studio universitario. Il risultato, almeno stando alle risposte dei docenti, indica una tendenza che non fa bene né alla qualità della preparazione né al valore del lavoro sui manuali.

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