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Attualità 4 min di lettura2 ore fa

Alessandria, il San Michele accoglie i detenuti 41 bis

Antigone critica il trasferimento e denuncia sovraffollamento, nuovi reati e minori privati dei percorsi educativi

Nel carcere San Michele di Alessandria sono stati trasferiti, il 24 ottobre, alcuni detenuti sottoposti al regime 41 bis.

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Le critiche alle nuove misure

Perla Allegri, coordinatrice nazionale dell’Osservatorio sulle condizioni detentive di Antigone, contesta l’estensione delle misure penali adottate dal governo. A suo giudizio, l’introduzione di oltre 55 nuovi reati e 60 aggravanti ha ristretto ulteriormente gli spazi per i diritti e per le forme di protesta delle persone recluse.

Il decreto sicurezza del 2025 ha previsto anche il reato di rivolta in carcere, applicabile secondo Allegri pure a condotte di resistenza passiva. «Questo toglie di fatto qualsiasi forma di protesta non violenta ai detenuti», ha osservato, citando tra gli esempi il rifiuto del vitto o quello di rientrare in cella.

Un ulteriore decreto, approvato il 20 ottobre, ha esteso ai minorenni il fermo preventivo e introdotto nuove ipotesi di reato legate alla partecipazione violenta alle manifestazioni. Per Antigone, queste norme possono accrescere la tensione nei confronti dei giovani e comprimere i principi costituzionali sulla partecipazione democratica.


Il peso sui minori e sulle madri

La stretta riguarda anche le donne incinte e le madri di bambini piccoli. Il decreto sicurezza ha eliminato il rinvio obbligatorio della pena in questi casi; così, i bambini presenti negli istituti femminili, scesi sotto i 19 durante la pandemia, sono tornati a essere più di 30.

L’aumento è legato anche alla mancanza di posti negli Istituti a custodia attenuata per madri. Di conseguenza, alcuni bambini continuano a vivere all’interno delle sezioni detentive femminili.

Nei 16 Istituti penali per minorenni italiani si trovavano circa 578 ragazzi, contro i 380 registrati alla fine del 2022: l’incremento è vicino al 50%. Ad agosto 2026, il 68,1% non aveva ancora una condanna definitiva e oltre un giovane su quattro aspettava il primo giudizio.

Secondo Allegri, il decreto Caivano ha ampliato il ricorso alla custodia cautelare e consente, al compimento dei 18 anni, il trasferimento dei ragazzi nelle carceri per adulti, anche accanto a condannati definitivi ed ergastolani. La conseguenza indicata da Antigone è la perdita del percorso pedagogico.


Le cifre del sovraffollamento

A ottobre 2026 la popolazione detenuta italiana ha superato le 66mila persone, mentre i posti realmente disponibili sono circa 46.300. Il tasso medio effettivo di sovraffollamento oscilla così tra il 144% e il 149%.

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In alcuni istituti di Puglia, Lombardia, Piemonte e a Lucca la percentuale oltrepassa il 200%. Allegri ha riferito che in diverse celle è tornato a essere utilizzato il terzo letto a castello, tanto basso da impedire di stare seduti.

I numeri attuali ricordano quelli precedenti alla sentenza Torreggiani del 2013, con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia per tortura e trattamenti inumani o degradanti. Da ottobre 2022, ha spiegato la coordinatrice, i detenuti sono aumentati di circa 11mila unità in quattro anni.


Il trasferimento al San Michele

L’arrivo dei detenuti alessandrini rientra nella terza fase dell’operazione Klepsydra, il programma con cui il ministero della Giustizia sta riorganizzando il regime 41 bis. Il piano Kairos del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria prevede di concentrare circa 750 persone in sette istituti di massima sicurezza, possibilmente separati anche sul piano geografico.

Al 31 dicembre 2025 i detenuti sottoposti al 41 bis erano 733; il 7 aprile 2026 erano saliti a 741 e ora sono circa 750. Antigone ritiene che la concentrazione in strutture lontane possa riproporre il modello delle isole-prigione degli anni Novanta, come Asinara e Pianosa.

«A noi pare che l’idea di fondo sia un ritorno alle isole-carcere degli anni ’90, come Asinara e Pianosa: la volontà è quella di concentrare e isolare le persone», ha dichiarato Allegri.

Il San Michele sarebbe stato individuato per la presenza di spazi convertibili in celle singole, una caratteristica richiesta dal regime speciale. Lo spostamento, però, può rendere più difficili le visite dei familiari, già limitate a un colloquio mensile attraverso un vetro, con registrazione e trascrizione degli incontri e controllo della corrispondenza.


Le attività interrotte

Prima dei trasferimenti, il carcere ospitava iniziative formative e lavorative negli spazi del centro Agorà, inaugurato nel 2025 e successivamente chiuso. Sono state sospese anche le attività della cooperativa Idee in Fuga e i corsi della Casa di Carità.

Per Antigone, la combinazione tra isolamento, controlli e interruzione delle attività rende più difficile costruire relazioni familiari e preparare il reinserimento sociale delle persone detenute.

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