Aeroplano, il retroscena di Caterina: un milione e l’addio a Cecchetto
La cantante di Aeroplano ricorda l’incontro con Cecchetto, il legame con gli 883 e la fine del contratto dopo il successo del brano.
La sua voce è rimasta legata a uno dei brani più riconoscibili degli 883, anche se il suo nome non è diventato altrettanto popolare. Caterina Rappoccio è infatti la cantante di “Aeroplano”, inserita nell’album “Nord Sud Ovest Est” del 1993, e la sua storia torna nella serie dedicata a Max Pezzali e Mauro Repetto.
La vicenda viene raccontata nel quarto episodio di “Nord Sud Ovest Est – La Leggendaria Storia Degli 883”, dove Caterina è interpretata da Rosa Barbolini. La puntata è disponibile su Sky e in streaming su Now.
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Un milione per quella voce
Per partecipare al Festival di Castrocaro, Rappoccio aveva bisogno di un brano. Fu Claudio Cecchetto a proporle “Aeroplano”, dopo essere rimasto colpito dalle sue qualità vocali e dal carattere deciso. La cantante, inizialmente, non era del tutto convinta del pezzo: lo considerava valido, ma poco energico rispetto al proprio stile.
La canzone venne così orientata verso un’impronta più rock. Rappoccio non riuscì a vincere Castrocaro, ma quell’esperienza le aprì comunque la strada verso un accordo professionale con Cecchetto. Per la partecipazione a “Aeroplano”, ha ricordato, ricevette un compenso di un milione di lire.
Il legame con gli 883
Quando entrò in contatto con il progetto, Caterina non conosceva ancora gli 883. L’estate precedente aveva ascoltato spesso “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, diventato per lei il brano simbolo di quei mesi, senza sapere chi lo avesse inciso.
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Cecchetto cercava una voce femminile per “Aeroplano” e riteneva che quella di Rappoccio fosse adatta. In seguito, però, decise di affiancarle Max Pezzali nella registrazione. La cantante non ha spiegato il motivo di quella scelta, limitandosi a ricordare che il pezzo finì per essere cantato insieme dai due.
La fine del contratto
Dopo quell’esperienza, il rapporto professionale con Cecchetto non proseguì a lungo. A un certo punto il produttore comunicò a Rappoccio che il percorso comune non era quello giusto per lei e che sarebbe stato meglio interrompere l’accordo.
“Non siamo le persone giuste per te, meglio chiudere il contratto”, le disse Cecchetto. Rappoccio ha raccontato inoltre che, nonostante la separazione professionale, conserva il ricordo dell’attenzione ricevuta all’inizio: il produttore aveva creduto nella sua voce e nella sua grinta, affidandole un brano destinato a entrare nella storia degli 883.
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