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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Aereo aggredito, Netanyahu cerca il mandante: «Pagherà caro

Il copilota omanita è stato trasferito a Dubai, mentre Israele valuta l’ipotesi di un’azione orchestrata dietro l’aggressione al comandante.

Il trasferimento a Dubai del copilota omanita potrebbe facilitare il lavoro degli investigatori israeliani. I rapporti positivi tra Israele e gli Emirati consentono infatti una collaborazione più ampia nell’inchiesta sull’aggressione avvenuta a bordo dell’aereo.


Dubai può sbloccare l’inchiesta

Il sospettato, accusato di aver attaccato il comandante, è stato consegnato alle autorità di Dubai nella giornata di ieri. Il passaggio potrebbe permettere agli investigatori di raccogliere nuovi elementi e di coordinarsi più efficacemente con le autorità locali.

Le indagini dovranno chiarire sia le motivazioni dell’aggressione sia l’eventuale presenza di altre persone coinvolte. Al momento, il ruolo del copilota resta al centro degli accertamenti, insieme alla ricostruzione di quanto accaduto durante il volo.

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Netanyahu valuta la pista del mandante

In un video diffuso dal suo ufficio, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha sostenuto che l’uomo avrebbe attraversato un processo di radicalizzazione islamista. Secondo la ricostruzione indicata dal premier, l’obiettivo sarebbe stato provocare lo schianto dell’aereo con tutti i passeggeri a bordo.

Netanyahu ha aggiunto che gli inquirenti stanno verificando se l’aggressore abbia agito per conto di qualcuno: «Chiunque lo abbia mandato pagherà un prezzo molto alto». Il governo israeliano attende ora di capire se dietro l’episodio vi sia un’organizzazione o un mandante preciso.

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