Adam Brody rompe il silenzio: «Palestina libera
Adam Brody ha scelto di parlare apertamente della guerra a Gaza e del proprio impegno politico.
L’attore, diventato celebre con The O.C. e tornato recentemente al centro dell’attenzione grazie a Nobody Wants This, ha definito un genocidio quanto accaduto nella Striscia e ha espresso il desiderio di vedere una Palestina libera, denunciando il peso delle vittime e della miseria.
La presa di posizione su Gaza
La dichiarazione arriva nel quadro di un’intervista a GQ, nella quale Brody ha affrontato anche il rapporto tra celebrità e attivismo. Sul conflitto, l’attore ha scelto parole nette: «Quello che è successo a Gaza è un genocidio, voglio una Palestina libera. È terribile ci sia stata così tanta morte e miseria».
La sua esposizione pubblica si inserisce in un percorso politico portato avanti lontano dai riflettori. Dal 2018 Brody collabora come volontario con Swing Left, organizzazione progressista statunitense, partecipando anche al lavoro sul territorio e incontrando gli elettori direttamente nelle loro abitazioni.
Perché le star parlano meno
Durante il colloquio, Brody ha ragionato sul calo delle prese di posizione politiche da parte dei personaggi famosi. A suo giudizio, il fenomeno segue una dinamica ciclica: dopo la prima elezione di Donald Trump si era diffusa una forte mobilitazione, anche perché contestarlo appariva una scelta relativamente sicura.
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La situazione sarebbe cambiata con il secondo ritorno di Trump alla Casa Bianca. La presenza di grandi aziende schierate dalla sua parte avrebbe reso più rischiosa l’esposizione pubblica, contribuendo a raffreddare l’attivismo di molti esponenti dello spettacolo.
Dal successo di The O.C. a Netflix
Brody è noto soprattutto per il personaggio di Seth Cohen in The O.C., serie che negli anni Duemila lo rese popolare a livello internazionale e lo trasformò in un riferimento per una generazione di spettatori. Dopo una fase meno visibile, l’attore ha ritrovato una grande attenzione mediatica con Nobody Wants This.
Nella produzione Netflix interpreta un rabbino, ruolo che gli ha procurato il soprannome di “hot rabbi”, oltre a una candidatura agli Emmy, una ai Golden Globe e un Critics Choice Award. La nuova popolarità, tuttavia, convive con un’attività politica che Brody porta avanti da anni in modo concreto e discreto.
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