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Attualità 3 min di lettura3 ore fa

A scuola la voce degli studenti cambia tutto: i numeri del progetto

Save the Children e UniCredit portano la partecipazione nelle scuole per rafforzare il benessere e prevenire l’abbandono, con risultati rilevanti tra studenti e docenti.

Il coinvolgimento degli studenti nella vita scolastica produce effetti concreti: più benessere, relazioni migliori e una maggiore attenzione degli adulti alle loro opinioni. È il risultato emerso dal monitoraggio di Fuoriclasse in Movimento, il programma di Save the Children sostenuto dal 2024 da UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica.


Più ascolto, meno distanza dalla scuola

Nell’anno scolastico 2025-2026 il 91,6% degli studenti coinvolti ha giudicato utili i Consigli Fuoriclasse, gli organismi che riuniscono alunni, insegnanti e dirigenti. L’86,5% ha percepito una maggiore disponibilità degli adulti ad ascoltare le proprie idee, mentre l’83,5% ha dichiarato di stare meglio a scuola.

Il progetto ha interessato 130 istituti distribuiti in 16 regioni, con 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e altrettanti Consigli Fuoriclasse. Le attività si sono svolte anche in contesti segnati da difficoltà sociali, dalle periferie delle grandi città alle aree interne.

L’iniziativa si basa su assemblee, consultazioni nelle classi, elezioni e confronti con la dirigenza. In questo modo ragazze e ragazzi possono indicare problemi e priorità, avanzando proposte su didattica, spazi, rapporti tra compagni e collegamenti tra scuola e territorio.


I dati mostrano effetti sul benessere

La rilevazione condotta su oltre 2.200 studenti ha evidenziato anche altri risultati: l’89,7% ha riferito un aumento delle emozioni positive, l’87,5% una maggiore capacità di collaborare e l’86,2% relazioni più solide con compagni e insegnanti. L’84,1% ha inoltre segnalato un coinvolgimento più intenso nella vita scolastica, mentre l’86,7% ha dichiarato di sentirsi più capace di promuovere e difendere i propri diritti.

Tra i rappresentanti dei Consigli Fuoriclasse, l’85,2% ritiene che la propria voce venga ascoltata davvero: una quota superiore di oltre 20 punti percentuali rispetto a quella registrata tra gli studenti senza incarichi di rappresentanza. Anche gli insegnanti hanno espresso valutazioni positive: il 94,5% considera questi organismi efficaci per dare spazio agli alunni e il 91,8% ritiene che abbiano contribuito al benessere scolastico.

Dal punto di vista dei docenti, il 95% ha osservato una crescita delle emozioni positive tra gli studenti. Sono inoltre segnalati progressi nella partecipazione alla vita dell’istituto, nella collaborazione, nell’autostima e nei rapporti interpersonali. L’86,8% degli insegnanti afferma di avere rafforzato le proprie competenze sulle metodologie partecipative e l’84,5% dichiara di utilizzare più spesso pratiche basate sull’ascolto e sul coinvolgimento.

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La prevenzione parte prima dell’abbandono

La dispersione scolastica non coincide soltanto con l’uscita anticipata dal sistema educativo. Prima dell’abbandono possono comparire perdita di motivazione, difficoltà nelle relazioni, scarso senso di appartenenza e disinteresse per ciò che accade in classe. Per questo Save the Children interviene già nel primo ciclo, puntando su fiducia, relazioni positive e partecipazione.

I dati nazionali indicano comunque un miglioramento. Nel 2025 la percentuale di giovani tra 18 e 24 anni usciti precocemente dall’istruzione e dalla formazione è scesa all’8,2%, dal 9,8% del 2024, raggiungendo in anticipo l’obiettivo europeo previsto per il 2030. Restano però differenze marcate: il fenomeno riguarda il 10,1% dei ragazzi contro il 6,2% delle ragazze e il 26,2% dei giovani con cittadinanza non italiana, rispetto al 6,7% degli italiani.

Anche la dispersione implicita, riferita a chi termina gli studi senza raggiungere competenze adeguate, è diminuita: secondo INVALSI è passata dall’8,7% del 2025 al 6,3% nel 2026.


Il progetto guarda alla continuità

L’Istituto Comprensivo Morricone, nel quartiere San Basilio di Roma, è una delle scuole coinvolte. Qui Save the Children e UniCredit hanno incontrato la comunità scolastica per verificare il percorso compiuto dai Consigli Fuoriclasse e il loro possibile inserimento stabile nella gestione dell’istituto.

Giancarla Pancione, Direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, ha sottolineato che il programma offre agli studenti spazi reali per esprimere bisogni e proposte. Stefano Gallo, Head of Territorial Development di UniCredit, ha invece evidenziato l’importanza di agire prima che l’abbandono si manifesti, creando ambienti nei quali ragazze e ragazzi possano sentirsi parte attiva della propria scuola.

Nel 2025 Save the Children ha avviato, insieme anche ad Ashoka Italia, una sperimentazione triennale con 18 Istituti Comprensivi della rete Fuoriclasse in Movimento. L’obiettivo è rendere più stabile il ruolo dei Consigli Fuoriclasse e rafforzare nel tempo la partecipazione dell’intera comunità scolastica.

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