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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

A Castelvetro il parroco convoca una messa contro Halloween

Don Massimiliano accusa i travestimenti di celebrare il male; la sindaca invita a evitare divisioni nella comunità

A Castelvetro Piacentino don Massimiliano Camporese ha organizzato una celebrazione per il 31 ottobre contro Halloween. La messa si terrà alle 18 nelle parrocchie di Santo Spirito e San Giovanni Battista, da lui guidate.

La proposta ha suscitato reazioni tra le famiglie, dopo che il Comune e alcune associazioni locali avevano preparato iniziative per i bambini. La sindaca Silvia Granata ha preso le distanze da ogni contrapposizione all’interno della comunità.

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La locandina diffusa dalla parrocchia

L’iniziativa è stata presentata attraverso un manifesto pubblicato sui canali della scuola materna parrocchiale e dell’oratorio Croce Santo Spirito. L’immagine contrappone una scena con Gesù Bambino, Maria, santi e angeli a un’altra con streghe, fantasmi, zucche decorate e un bambino vestito da diavolo.

Le illustrazioni, realizzate forse con l’intelligenza artificiale, accompagnano due messaggi contrapposti: da una parte la festa di Ognissanti, descritta come celebrazione della luce, dall’altra quella che il sacerdote definisce una festa legata al male. Nel testo, don Massimiliano sostiene che Halloween sia «una festa commerciale che celebra demoni, streghe e il male in generale».

Secondo il parroco, i bambini vengono spesso coinvolti senza consapevolezza e indossano costumi da mostri o diavoli. Il sacerdote precisa che travestimenti e dolci non sarebbero un problema in sé, ma contesta l’idea di dedicare il 31 ottobre soltanto a esorcizzare la morte o a rendere il male una caricatura.


La celebrazione del 31 ottobre

La funzione è stata pensata come un momento di preghiera alla vigilia di Ognissanti e in ricordo dei defunti. Don Massimiliano ha definito l’appuntamento una «messa di riparazione», con l’obiettivo dichiarato di riportare adulti e bambini verso la dimensione spirituale della parrocchia.

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Il sacerdote ha vissuto per vent’anni negli Stati Uniti, tra Boston e il Michigan, dove Halloween è una consuetudine per molti bambini. Ha raccontato di avere distribuito caramelle ai piccoli che bussavano alla sua porta per il «dolcetto o scherzetto?», aggiungendo però anche un santino.

Nella sua comunicazione, il parroco rivolge inoltre una critica alle famiglie. Si chiede se gli stessi genitori che accompagnano i figli alle feste in costume li porteranno poi in chiesa o al cimitero per Ognissanti e per la commemorazione dei defunti.


Le iniziative organizzate in paese

Nei giorni precedenti, l’associazione Geka Generazioni e altre realtà del territorio, con il patrocinio del Comune, avevano programmato appuntamenti dedicati ai più piccoli. Tra questi figuravano una gara di costumi, un’escape room, una sfilata nel centro cittadino e un pranzo con pietanze a base di zucca.

Dopo la diffusione del manifesto, diverse famiglie hanno espresso contrarietà alla celebrazione definita “di riparazione”. La discussione si è così intrecciata con le attività già previste per Halloween, trasformando l’iniziativa religiosa in un tema di confronto pubblico.

La sindaca Silvia Granata ha invitato a non alimentare contrapposizioni e ha condannato «qualsiasi tipo di stigma e ogni forma di divisione». Il richiamo, ha spiegato, è rivolto alla difesa di una «società interraziale».

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