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4 Zampe 2 min di lettura3 ore fa

Una deviazione cambia tutto: così Quindim restituisce libertà a Juliana

Non vedente, Juliana affronta ogni percorso affidandosi al Labrador Quindim, addestrato per riconoscere i pericoli e trovare alternative sicure insieme a lei.

Per chi guarda da fuori, può sembrare soltanto una breve deviazione. Per Juliana, invece, ogni cambio di direzione deciso da Quindim significa poter continuare a camminare senza dipendere da un’altra persona. Il Labrador riconosce l’ostacolo, cerca una soluzione e lei segue i suoi segnali, passo dopo passo.


La fiducia nasce nelle deviazioni

Un’auto lasciata sul marciapiede, un palo o un passante possono interrompere il tragitto. Quindim rallenta, si ferma o modifica la direzione; Juliana avverte ogni movimento attraverso il guinzaglio e comprende che davanti a loro c’è qualcosa da evitare.

La donna vive a Vila Leopoldina, in Brasile, e racconta la loro quotidianità attraverso un profilo Instagram dedicato al cane. «Lui è i miei occhi», spiega, ma il termine che considera più adatto per descrivere il loro rapporto è un altro: libertà.


Un addestramento iniziato da cucciolo

Quindim è stato preparato dall’Adimax Institute, organizzazione brasiliana attiva nell’inclusione sociale e nella tutela degli animali. Prima dell’addestramento specializzato, il Labrador ha trascorso circa un anno presso una famiglia incaricata di aiutarlo a familiarizzare con le situazioni di ogni giorno.

In quel periodo ha imparato a gestire ascensori, trasporti pubblici, strade trafficate, negozi e ristoranti. Tornato all’istituto, ha affrontato la fase dedicata al lavoro di guida: riconoscere gli ostacoli, evitarli e scegliere itinerari che consentano alla persona accompagnata di muoversi con maggiore sicurezza.


Due compagni, una sola squadra

L’incontro con Juliana non ha rappresentato la conclusione del percorso, ma l’inizio di un nuovo apprendimento. Quindim doveva applicare le proprie competenze; lei, invece, doveva imparare a leggere i suoi movimenti e ad affidarsi alle sue scelte senza conoscere in anticipo ciò che si trovava davanti.

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«Quindim non è un Gps. È i miei occhi quando i miei occhi non riescono a vedere. È collaborazione, formazione, connessione e amore», racconta Juliana. La loro intesa si consolida nel tempo, lungo strade diverse e attraverso situazioni che richiedono attenzione da parte di entrambi.


Quando la pettorina chiede rispetto

La vicenda ricorda anche come comportarsi davanti a un cane guida al lavoro. Se indossa la pettorina e sta accompagnando una persona, non va chiamato, accarezzato né nutrito senza aver prima chiesto il consenso a chi è con lui.

Una distrazione che sembra innocua può infatti compromettere la concentrazione dell’animale e, di conseguenza, la sicurezza della coppia. Quindim non è semplicemente accanto a Juliana: individua ciò che lei non può vedere e le permette di proseguire in autonomia.

«Ognuna di queste deviazioni, che possono sembrare così semplici, mi ricorda ogni giorno il privilegio di camminare al suo fianco». Per Juliana, proprio quei piccoli cambiamenti di percorso raccontano la forza del legame: la strada davanti a lei resta invisibile, ma non deve affrontarla da sola.

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