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Il russare del cane è normale? I segnali da non sottovalutare

Il rumore durante il sonno può dipendere dalla conformazione del muso, ma anche da allergie, sovrappeso o problemi respiratori che richiedono un controllo veterinario.

Quel rumore che accompagna il sonno del cane non è sempre soltanto una scena buffa. In alcuni soggetti può dipendere dalla posizione assunta durante il riposo o da un disturbo passeggero; in altri, soprattutto tra le razze dal muso corto, rivela invece una difficoltà concreta nel far passare l’aria. Capire quando il russamento è occasionale e quando si accompagna ad affanno, stanchezza o intolleranza al caldo è essenziale per proteggere la salute dell’animale.


Il muso corto complica la respirazione

Il russamento nasce quando l’aria attraversa con difficoltà le vie respiratorie superiori. Il passaggio ristretto fa vibrare palato e altri tessuti molli della gola, producendo il caratteristico suono. La postura durante il sonno, un’infiammazione, un corpo estraneo o la conformazione del cranio possono contribuire al fenomeno.

Nei cani brachicefali, cioè con cranio corto, naso schiacciato e occhi spesso prominenti, il problema è legato soprattutto all’anatomia. Bulldog Inglese, Carlino, Boxer, Pechinese, Boston Terrier e Shih Tzu rientrano tra le razze più conosciute con queste caratteristiche, anche se l’elenco comprende altri soggetti.

La selezione ha accorciato la struttura esterna del muso senza ridurre in modo proporzionato tutti i tessuti interni. Di conseguenza, il palato molle può essere troppo lungo, le narici possono risultare ristrette e la trachea, in alcuni casi, avere un diametro ridotto. Durante il sonno, quando la muscolatura si rilassa, il flusso dell’aria incontra ancora più resistenza.


Quando il russare segnala un disturbo

Nei casi più importanti queste alterazioni rientrano nella sindrome ostruttiva delle vie aeree dei brachicefali, indicata con la sigla BOAS. Si tratta di un quadro complesso, nel quale possono comparire insieme narici stenotiche, palato molle allungato e alterazioni della laringe.

Il russamento, però, non è l’unico campanello d’allarme. Un cane interessato da questa sindrome può ansimare dopo uno sforzo modesto, sopportare male le temperature elevate, recuperare lentamente il respiro o arrivare, nelle situazioni più gravi, a perdere conoscenza. Anche rumori respiratori marcati mentre è sveglio meritano attenzione.

Molti proprietari finiscono per considerare normale la respirazione rumorosa di un cane brachicefalo, soprattutto quando è presente da sempre. Tuttavia, una difficoltà respiratoria costante non dovrebbe essere archiviata come una semplice caratteristica della razza: la valutazione di un veterinario diventa importante, in particolare se i sintomi aumentano o limitano le attività quotidiane.


Le cause che riguardano ogni cane

Il russamento può comparire anche in animali dal muso lungo. Un’infezione delle vie respiratorie superiori, per esempio, può causare congestione e rumori temporanei destinati a ridursi con la guarigione. Anche le allergie a pollini, muffe o acari possono provocare episodi stagionali oppure una congestione più persistente.

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Un altro possibile fattore è il sovrappeso: l’accumulo di tessuto adiposo intorno alle vie aeree può restringere lo spazio disponibile mentre il cane dorme. In altri casi il suono compare soltanto in determinate posture, come quando l’animale resta sulla schiena o mantiene il collo piegato.

Più raramente, il disturbo è collegato alla presenza di un corpo estraneo nelle narici o nella faringe. Per questo il rumore non va considerato una malattia in sé: è un segnale che può avere origini molto diverse e che va interpretato insieme alla sua durata, alla frequenza e agli eventuali sintomi associati.


Cosa può fare il veterinario

Se il cane russa soltanto ogni tanto, respira normalmente da sveglio e non mostra altri disturbi, possono essere utili il controllo del peso, un ambiente con meno allergeni e una posizione di riposo che non comprima il collo. Questi accorgimenti non sostituiscono comunque il parere professionale quando il fenomeno persiste.

Un controllo è particolarmente indicato se il russamento è intenso, compare all’improvviso, peggiora nel tempo o si accompagna ad affanno, stanchezza insolita e difficoltà a tollerare il caldo. Il veterinario potrà stabilire se la causa è un’infezione, un’allergia, un’ostruzione o un problema strutturale.

Nei cani con sindrome ostruttiva delle vie aeree dei brachicefali possono essere considerate procedure chirurgiche funzionali, come l’ampliamento delle narici o la riduzione del palato molle. L’obiettivo non è modificare l’aspetto dell’animale, ma diminuire lo sforzo necessario per respirare e migliorare la qualità della vita.

La condizione può aggravarsi nel tempo e favorire complicazioni, tra cui il cedimento della laringe. Individuare il problema nelle fasi iniziali offre in genere maggiori possibilità di intervenire prima che la respirazione diventi ancora più difficoltosa. Il russamento, quindi, non va né ignorato automaticamente né considerato motivo di allarme in ogni caso: sono il contesto e i sintomi associati a indicare quanto sia necessario approfondire.

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