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Due specie, una sorpresa: il felino boliviano e il pinguino antartico

Le analisi genetiche hanno riconosciuto due animali finora considerati appartenenti a specie già note, proprio mentre il 4 ottobre diventa festa nazionale in Italia.

La biodiversità regala una scoperta rara: dopo circa un secolo sono state riconosciute due nuove specie animali, una in Bolivia e l’altra nelle remote isole Kerguelen. Si tratta di un piccolo felino maculato e di un pinguino, identificati grazie a moderne analisi del patrimonio genetico.

La novità arriva alla vigilia della Giornata mondiale degli animali, celebrata il 4 ottobre. La ricorrenza richiama l’attenzione sulla tutela degli esseri viventi e dei loro habitat, con un significato particolare per l’Italia: dal 2026 quella data è diventata festa nazionale in onore di San Francesco d’Assisi.


Il felino boliviano era già stato avvistato

L’animale boliviano appartiene alla specie Leopardus tilcayo. Il primo esemplare esaminato è un maschio di 10 anni, individuato quasi dieci anni fa; soltanto gli studi genomici più recenti hanno permesso di stabilire che non si trattava di una popolazione già conosciuta.

La conferma è arrivata attraverso una ricerca pubblicata su Current Biology. Gli autori precisano che non è stata semplicemente rivalutata una specie ipotizzata in passato né trasformata in specie autonoma una sottospecie già classificata: Leopardus tilcayo rappresenta una scoperta distinta e dovrà essere sottoposto a specifiche misure di conservazione.


Il pinguino delle Kerguelen

Un risultato analogo riguarda i pigoscelidi che vivono sulle isole Kerguelen, arcipelago francese dell’oceano Indiano meridionale, situato a circa 2.000 chilometri a nord dell’Antartide. In questo territorio remoto, abitato da pochissime persone, le analisi genetiche hanno individuato una linea evolutiva separata.

La nuova specie è stata denominata Pygoscelis kerguelensis, come documenta uno studio apparso su Communications Biology. Il suo futuro, però, potrebbe essere fragile: il riscaldamento globale rischia di restringere l’habitat disponibile nei prossimi decenni.

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Il 4 ottobre richiama alla tutela

La Giornata mondiale degli animali è stata istituita nel 1925 dallo scrittore ed editore tedesco Heinrich Zimmermann, inizialmente il 24 marzo. Nel 1929 la celebrazione fu trasferita al 4 ottobre per collegarla a San Francesco, riconosciuto come protettore degli animali.

Le iniziative internazionali sono coordinate dalla Naturewatch Foundation, organizzazione benefica con sede nel Regno Unito. Per il 2026 il tema scelto invita a osservare il mondo dal punto di vista degli animali, sottolineando la necessità di proteggerli in ogni ambiente, dalla terra all’acqua fino all’aria.


Le iniziative in Italia

Nel nostro Paese l’ENPA organizza il 3 e il 4 ottobre banchetti informativi in numerose piazze. La campagna di quest’anno, intitolata “Invisibili per abitudine”, concentra l’attenzione sugli animali che spesso non vengono più notati: dalle colonie feline ai cani senza un riparo, fino ai cavalli impiegati nelle botticelle e agli animali coinvolti nella caccia.

La nuova festa nazionale offre quindi un’occasione aggiuntiva per partecipare alle attività delle associazioni e riflettere sul rapporto con gli altri esseri viventi. La scoperta delle due specie ricorda inoltre quanto sia ancora incompleta la conoscenza della fauna e quanto la protezione degli ambienti naturali sia decisiva per la loro sopravvivenza.

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