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Cani in sovrappeso, come riconoscere i segnali e intervenire

Un controllo regolare di peso e alimentazione aiuta a proteggere articolazioni, metabolismo e aspettativa di vita del cane.

Il sovrappeso dei cani passa spesso inosservato, ma riconoscerlo presto consente di intervenire con un percorso seguito dal veterinario. Un aumento lento può compromettere salute, mobilità e durata della vita dell’animale.

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Le abitudini utili ogni giorno

Ridurre gli spuntini, scegliere premi poco calorici e non offrire gli avanzi della tavola sono accorgimenti semplici. Anche le porzioni devono essere calcolate sul peso ideale, non su quello raggiunto dal cane, seguendo le indicazioni del veterinario e dell’alimento utilizzato.

Un diario di qualche settimana può aiutare a individuare le calorie aggiuntive: vanno annotati pasti, bocconcini e ricompense. Il gioco, le carezze e passeggiate con percorsi diversi permettono di dimostrare affetto senza ricorrere sempre al cibo.


Attività diverse, esigenze diverse

Un cane impegnato in prove di abilità, nella caccia o in allenamenti frequenti consuma più energia rispetto a un animale sedentario. In questi casi il rischio può essere una dieta insufficiente, incapace di sostenere lo sforzo e il recupero fisico.

Il fabbisogno va quindi adattato alla frequenza dell’attività, al tipo di lavoro e al periodo dell’anno. Per stabilire quantità e composizione dei pasti è preferibile affidarsi al veterinario o a un nutrizionista per animali da compagnia, evitando soluzioni applicate indistintamente a tutti i cani.


Quando il peso diventa un rischio

In medicina veterinaria si parla di sovrappeso quando l’animale supera del 10-20% il peso considerato corretto. Oltre il 20% si entra invece nella fascia dell’obesità, causata da un apporto energetico superiore al consumo dell’organismo.

Le conseguenze possono comprendere diabete, artrosi, difficoltà respiratorie e una vita più breve. L’aumento della massa grava sulle articolazioni, sul cuore e sul metabolismo: intervenire prima che l’eccesso diventi marcato rende più semplice il recupero.

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Come valutare la condizione fisica

La scala BCS, cioè l’indice della condizione corporea, assegna un valore da 1 a 9 in base all’osservazione e alla palpazione di alcune zone del corpo. I punteggi 4 e 5 indicano in genere una forma adeguata: le costole si sentono sotto le dita, la vita è visibile dall’alto e l’addome sale leggermente verso il torace.

Un controllo pratico consiste nel passare le mani sulle costole. Se risultano palpabili senza premere, il peso è probabilmente corretto; se si avvertono solo esercitando molta pressione, potrebbe esserci troppo grasso. Costole visibili, invece, possono indicare un peso insufficiente. Nei cani con mantello folto l’esame tattile è particolarmente utile, perché il pelo può nascondere i cambiamenti.


Il percorso con il veterinario

Il dimagrimento non dovrebbe essere affidato a una semplice riduzione casuale della razione. Il veterinario controlla la salute generale, valuta l’alimentazione e verifica la possibile presenza di condizioni mediche, come l’ipotiroidismo o altri disturbi ormonali.

Il programma può prevedere un alimento formulato per il controllo del peso, con nutrienti bilanciati e un apporto calorico ridotto. L’esercizio va aumentato poco alla volta: un cane obeso non dovrebbe passare bruscamente dalla sedentarietà a corse prolungate, perché le articolazioni potrebbero risentirne.

Il peso può essere verificato ogni due-quattro settimane, affiancando la nuova valutazione dell’indice corporeo. Questi controlli permettono di modificare il piano quando necessario e di intervenire se il calo si arresta.

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