Cani e gatti, l’allarme droghe sale: cosa fare subito
L’aumento delle esposizioni a cannabis e altre sostanze in Canada e negli Stati Uniti riporta l’attenzione sui rischi domestici e sui sintomi da riconoscere.
Cani e gatti possono entrare in contatto con sostanze stupefacenti senza che i proprietari se ne accorgano. Resti lasciati su un mobile, residui su una superficie o prodotti conservati in modo non adeguato sono sufficienti per provocare un’intossicazione, soprattutto nei cani.
Il fenomeno, un tempo considerato poco frequente, è diventato più evidente negli ultimi anni in Canada e negli Stati Uniti. I dati raccolti dai veterinari indicano infatti un incremento significativo dei casi, mentre la maggiore diffusione della cannabis nelle abitazioni ha contribuito a rendere più concreto il rischio.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La cannabis cambia il quadro dei contagi
Un passaggio decisivo risale all’ottobre 2018, quando il Canada ha autorizzato l’uso ricreativo della marijuana. Dopo quella data, le segnalazioni di tossicosi da cannabis negli animali sono cresciute in modo statisticamente rilevante sia nel Paese nordamericano, con p<0,0001, sia negli Stati Uniti, dove il valore registrato è stato p=0,002.
A documentarlo è uno studio realizzato dall’Ontario Veterinary College e dall’Università di Guelph, pubblicato su PLOS ONE. La ricerca ha raccolto le risposte di 251 veterinari, 191 canadesi e 60 statunitensi, interpellati tra gennaio e aprile 2021: il risultato non si basa soltanto su impressioni cliniche, ma su riscontri convergenti.
Un’ulteriore conferma arriva dalla Pet Poison Helpline canadese. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 30 giugno 2019, il servizio ha ricevuto 179 segnalazioni relative a cannabis o CBD: 64 riguardavano il solo 2018 e altre 54 erano già state registrate nei primi sette mesi del 2019.
I cani restano i più esposti
Nel campione analizzato dall’Università di Guelph, 226 veterinari su 251 hanno riferito di avere curato cani colpiti da cannabis. Anche la banca dati canadese mostra una netta prevalenza canina: più del 90% degli episodi legati a cannabis o CBD riguardava infatti esemplari di questa specie.
Il comportamento aiuta a spiegare la differenza. I cani esplorano con il muso e tendono a leccare o ingerire ciò che trovano; inoltre, spesso assumono quantità maggiori rispetto ai gatti. A questa componente comportamentale potrebbe aggiungersi una particolare sensibilità ai cannabinoidi, collegata alla distribuzione dei recettori del sistema endocannabinoide.
I gatti risultano meno presenti nelle statistiche, ma non sono al riparo. Una parte dei casi potrebbe non essere riconosciuta, perché i loro segnali sono talvolta meno evidenti oppure differenti da quelli osservati nei cani.
I segnali da riconoscere subito
La manifestazione più frequentemente associata alla cannabis è l’incontinenza urinaria, cioè la perdita involontaria di urina. Possono comparire anche instabilità nei movimenti, confusione, forte sonnolenza o improvvisa agitazione, pupille dilatate, sguardo fisso, tremori e una risposta esagerata a rumori o movimenti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Tra gli altri campanelli d’allarme rientrano la salivazione abbondante, il vomito soprattutto nei gatti e variazioni della frequenza cardiaca, che può aumentare o diminuire. Intensità e combinazione dei sintomi dipendono dalla sostanza, dalla dose assunta e dalle dimensioni dell’animale.
Cocaina, metanfetamine, amfetamine, eroina e funghi allucinogeni possono produrre quadri ancora più severi e svilupparsi rapidamente. La loro presenza in casa costituisce quindi un pericolo anche quando il proprietario pensa di avere limitato ogni possibilità di accesso.
Residui e oggetti diventano un rischio
L’esposizione è quasi sempre involontaria. Un cane può trovare frammenti di cannabis su un tavolo, dentro una borsa o in un posacenere; può anche leccare una superficie sporca di residui oppure frequentare una stanza in cui è stato fumato. Per cocaina e metanfetamine, il contatto può avvenire attraverso tracce rimaste sul pavimento, sui mobili o su altri oggetti.
La maggiore disponibilità della cannabis, dopo i cambiamenti normativi in Canada e in alcune zone degli Stati Uniti, può avere abbassato la percezione del pericolo. Secondo i ricercatori di Guelph, proprio la più ampia presenza della sostanza negli ambienti domestici rappresenta uno dei possibili motivi dell’aumento osservato.
Cosa fare davanti al sospetto
Se il cane o il gatto potrebbe avere ingerito o inalato una droga, bisogna chiamare subito il veterinario o raggiungere un pronto soccorso veterinario. Non è prudente attendere un peggioramento, provocare il vomito a casa o somministrare rimedi senza istruzioni professionali.
Al medico vanno comunicati, per quanto possibile, la sostanza coinvolta, la quantità presumibilmente assunta e il momento dell’esposizione. Questi elementi possono aiutare a scegliere più rapidamente il trattamento adeguato.
Per cannabis e CBD, le segnalazioni canadesi raccolte tra il 2016 e il 2019 non hanno riportato decessi direttamente attribuiti all’esposizione. Il dato, tuttavia, non rende il rischio trascurabile: gli stimolanti e le droghe sintetiche possono avere conseguenze molto più gravi. Conservare ogni sostanza in contenitori chiusi e in luoghi inaccessibili resta quindi una misura essenziale di protezione.
Continua a leggere
Gary e Shaggy, i gatti dalle zampe infinite che hanno sorpreso la scienza
La loro particolare anatomia ha portato alla prima conferma genetica della sindrome di Marfan in gatti domestici e apre nuove prospettive per veterinaria e ricerca.
Sedico, 51 gatti spariti: il mistero resta senza una risposta
Le segnalazioni si concentrano tra fine settembre e inizio ottobre 2026: carcasse con ferite da predatore e denunce ancora al vaglio mantengono aperte più piste.
Gatti immobili con la pettorina: cosa succede davvero al loro corpo
Nel nuovo episodio di Chatty Cattys, Nicole e la dottoressa Karyn spiegano corse dopo la lettiera, riflessi nervosi, cadute e ricerca veterinaria.
Bouba o Kiki? La sorprendente grammatica sonora dei cani
Una ricerca dell’Università di Parma indica che i cani collegano spontaneamente suoni morbidi a forme arrotondate e suoni aspri a figure appuntite.