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Viaggi 2 min di lettura3 giorni fa

Mayday sul volo da Pisa: a Manchester restavano solo 363 chili di carburante

La tempesta Amy ha costretto un Boeing 737 a rinunciare tre volte all’atterraggio prima dell’emergenza dichiarata durante la rotta verso Manchester.

Il margine di sicurezza si è ridotto fino a lasciare al Boeing 737 appena 363 chili di carburante all’arrivo. Il volo Ryanair, partito da Pisa con 177 persone, aveva già fallito due avvicinamenti a Prestwick e un terzo a Edimburgo prima di riuscire ad atterrare a Manchester alle 20:52, ora locale.


Tre avvicinamenti fermati dal vento

L’aereo era diretto a Glasgow Prestwick, ma la tempesta Amy rendeva incerto l’arrivo. Per questo l’equipaggio aveva scelto Manchester come alternativa e aveva caricato complessivamente 11.500 chili di carburante, una quantità superiore a quella indicata nel piano di volo.

Durante la discesa su Prestwick, a breve distanza dalla pista, si è attivato l’avviso di wind shear, che segnala una variazione improvvisa del vento e può compromettere la fase più delicata del volo. I piloti hanno interrotto la manovra; dopo una breve attesa hanno riprovato, ma il medesimo allarme li ha costretti a risalire ancora una volta.


La richiesta respinta e l’emergenza

A quel punto l’equipaggio ha chiesto di puntare su Manchester, ma la domanda di dirottamento è stata respinta senza una motivazione comunicata ai piloti. L’aereo ha quindi proseguito verso Edimburgo, dove non erano stati segnalati recenti episodi di wind shear, pur in presenza di vento intenso.

Anche nella discesa su Edimburgo è scattato l’allarme e il terzo tentativo si è concluso con un nuovo mancato atterraggio. Con il carburante ormai ridotto, l’equipaggio ha escluso un’ulteriore prova: un altro avvicinamento fallito avrebbe potuto impedire di raggiungere un aeroporto alternativo. È stato quindi trasmesso un “Mayday” per emergenza carburante, seguito dalla richiesta di dirigersi senza ulteriori attese verso Manchester.

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Un margine ridotto al minimo

L’atterraggio è avvenuto senza conseguenze per i 171 passeggeri e i sei membri dell’equipaggio. Nei serbatoi restavano però 363 chili, contro una riserva finale prevista di 1.101 chili, pari al quantitativo richiesto per 30 minuti di volo.

Secondo la valutazione dell’Air Accidents Investigation Branch (Aaib), con quella quantità sarebbe stato molto difficile interrompere anche l’ultimo avvicinamento e tentare nuovamente di atterrare. Il rapporto, pubblicato il 24 settembre 2026, ha perciò classificato l’episodio del 3 ottobre 2025 come “incidente grave”.


Perché Manchester aveva detto no

Gli investigatori hanno analizzato anche il diniego iniziale alla richiesta di dirottamento. Le regole dello scalo affidavano al controllo delle operazioni aeroportuali la verifica della possibilità di accogliere un volo, compresa la disponibilità di uno spazio a terra.

La risposta negativa sarebbe arrivata dopo la comunicazione dell’operatore di assistenza, che aveva dichiarato di non poter prendere in carico l’aereo. Nella stessa giornata, tuttavia, Manchester aveva ricevuto altri 19 voli costretti a cambiare destinazione a causa della tempesta.

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