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Viaggi 4 min di lettura5 giorni fa

Best in Travel 2027: i 50 viaggi che sfidano le mete solite

Lonely Planet ha ridisegnato la sua guida annuale con 25 luoghi e 25 proposte di viaggio, puntando su esperienze più lente, meno prevedibili e più vicine alle comunità locali.

Tra i luoghi segnalati per il 2027 c’è anche il Veneto, regione scelta da Lonely Planet per il lancio della nuova Best in Travel a Venezia. La presenza dell’area veneta non è casuale: la guida l’ha infatti inserita anche tra le destinazioni europee dell’anno.


Il Veneto resta al centro della scena

Accanto alle mete, la pubblicazione introduce un secondo elenco: 25 esperienze e 25 destinazioni, una formula diversa rispetto al passato. Il criterio segue alcune tendenze ormai evidenti nel turismo contemporaneo, come il desiderio di rallentare, uscire dai percorsi più battuti e vivere i territori con un contatto più diretto con chi li abita.


Viaggi più lenti e più vicini alle persone

Nel nuovo volume figurano Okinawa, arcipelago subtropicale giapponese; il New Mexico, da esplorare su strada tra deserti e radici native; León, città spagnola di impronta medievale ancora poco affollata; Bocas del Toro, in Panamá; e la Nuova Caledonia, dove convivono ambiente tropicale, eredità francese e tradizioni melanesiane. Sul fronte delle esperienze compaiono invece i musei di Abu Dhabi, la Route Napoléon, un itinerario gastronomico a Taiwan, il St Cuthbert's Way nel Regno Unito e la foresta nebulare di Monteverde, in Costa Rica.

Lonely Planet ha inoltre sviluppato Best in Travel 2027 come progetto digitale insieme a Presstour by Turisanda, marchio del gruppo Alpitour World e Main Partner dell’hub per il quarto anno di fila. La collaborazione, nata nel 2021, continua con contenuti che mettono a confronto il punto di vista di un esperto Lonely Planet e quello di un Travel Designer Presstour by Turisanda; chi prenota un viaggio riceve anche una guida digitale dedicata alla destinazione.


León, Okinawa e New Mexico in evidenza

León si affaccia sulla Meseta di Castiglia e León ed è considerata una delle città medievali più interessanti della Spagna. Nata in epoca romana e passata per secoli lungo le rotte di mercanti, cavalieri e pellegrini, conserva un patrimonio legato al Cammino di Santiago. La cattedrale gotica, con le sue 130 vetrate policrome, cambia volto a seconda della luce; poco distante, la Basilica di San Isidoro custodisce quello che alcuni studiosi identificano come il Santo Graal. Tra i richiami principali ci sono anche Plaza Mayor, il Mercado del Conde Luna e piatti come cecina, morcilla de León e lechazo.

Okinawa si trova a circa tre ore di volo da Tokyo ed è esclusa dal sistema dei treni veloci giapponesi. L’arcipelago comprende 160 isole, ma solo 49 sono abitate, e unisce clima subtropicale, mare, fortezze antiche e una cucina locale molto radicata. Il New Mexico, invece, offre un itinerario del tutto diverso: paesaggi quasi lunari, tracce di dinosauri, comunità native e una forte impronta multiculturale. Albuquerque e Santa Fe segnano il passaggio lungo la Route 66, mentre White Sands, Acoma, Taos Pueblo e le grotte di Carlsbad figurano tra le tappe da non perdere.

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Dal Caraibi al Pacifico, i luoghi da tenere

Montserrat resta spesso fuori dai circuiti più battuti, ma alterna montagne verdi, spiagge scure e ritmi quieti. La sua storia recente è stata segnata dall’eruzione del Soufrière Hills nel 1995, che distrusse Plymouth e trasformò l’area in una sorta di Pompei caraibica; una parte dell’isola meridionale rimane tuttora interdetta. Tra sentieri naturali, sorgenti di Runaway Ghaut, spa nel verde e locali dove si serve il goat water, l’isola punta su un turismo lento.

Più a nord-ovest, Bocas del Toro conserva l’anima rilassata dei Caraibi panamensi. L’arcipelago offre immersioni, snorkeling e uscite in barca, ma anche foreste, mangrovie e fauna marina. Isla Colón e Bocas Town ne sono il cuore, mentre Playa Estrella è nota per le stelle marine nei fondali bassi; di sera, le uscite tra le mangrovie diventano suggestive grazie al fitoplancton bioluminescente. La cucina locale sta diventando un’ulteriore ragione per fermarsi.


Dal Veneto a Chengdu, il quadro si allarga

Il Veneto non si esaurisce a Venezia: la guida richiama anche Dolomiti, Lago di Garda, Colli Berici, Delta del Po, Padova e Verona, oltre ai prodotti simbolo come prosecco, grappa, asiago e tiramisù. Tra le indicazioni spicca pure il Teatro Olimpico di Vicenza, progettato da Andrea Palladio, insieme ai borghi affacciati sul Garda.

Fuori dall’Italia compaiono anche Chengdu e la Nuova Caledonia. La città del Sichuan è uno dei riferimenti gastronomici della Cina continentale e ha ospitato una delle prime edizioni locali della Guida Michelin; il vicino Museo di Sanxingdui, a Guanghan, conserva reperti dell’antico regno di Shu che alcuni archeologi considerano persino più rilevanti dei Guerrieri di Terracotta di Xi’an. Nel Sud Pacifico, invece, la Nuova Caledonia mette insieme lagune, barriere coralline e isole, con la Grande Terre al centro, l’Île-des-Pins, Lifou e il Parc des Grandes Fougères tra le tappe più rappresentative.

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