Armani, il 15% può finire a più partner: cosa prevede il testamento
La quota destinata dallo stilista a un grande gruppo potrebbe essere distribuita tra diversi interlocutori: a breve partiranno i confronti con i potenziali acquirenti
La cessione del 15% di Giorgio Armani potrebbe non concentrarsi nelle mani di un unico acquirente. Giuseppe Marsocci, amministratore delegato del gruppo, ha lasciato aperta l’ipotesi di una ripartizione tra più società, mentre la maison si prepara ad avviare i colloqui con i partner indicati nel testamento dello stilista, scomparso il 4 settembre 2025.
La quota non è destinata a un solo
L’apertura è arrivata a margine della sfilata donna primavera/estate 2027, firmata da Silvana Armani. Rispondendo alle domande sulla possibile vendita del 15%, Marsocci ha spiegato che “non è scritto sulla pietra che debba essere uno”, chiarendo così che il lascito non impone necessariamente la scelta di un singolo soggetto.
Nel documento, ha aggiunto l’ad nominato lo scorso ottobre, vengono citati LVMH, L’Oréal ed EssilorLuxottica, oltre ad altre realtà comparabili per dimensioni e solidità. Il criterio indicato da Armani riguarda quindi operatori di primo piano, preferibilmente già coinvolti in rapporti industriali con la maison.
Trattative vicine, ma valori ancora da definire
I vertici del gruppo dovrebbero incontrare separatamente i responsabili delle tre società menzionate nel testamento. LVMH e L’Oréal sono gruppi francesi, mentre EssilorLuxottica opera nel settore dell’occhialeria ed è guidata da Francesco Milleri; tutti hanno già collaborazioni attive con Armani.
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La possibilità di una divisione paritetica della partecipazione tra i tre interlocutori è circolata nelle ultime settimane, ma resta priva di conferme. Marsocci ha invitato alla cautela sulle numerose ricostruzioni apparse pubblicamente, spiegando che il gruppo non intende replicare a ogni indiscrezione.
Il testamento fissa una scadenza
La vendita dovrà essere completata entro 18 mesi dalla morte di Giorgio Armani, secondo quanto stabilito nelle sue ultime volontà. Marsocci ha assicurato che il gruppo sta rispettando il calendario previsto: “adesso siamo dentro alle tempistiche stabilite dal testamento”.
Resta da raggiungere un’intesa sui valori economici e sulle condizioni dell’operazione. La scadenza è considerata vincolante, ma il perfezionamento della cessione dipenderà anche dall’accordo sui dettagli, elemento che potrebbe incidere sulla scelta di un unico compratore oppure di più partner.
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