America’s Cup a Napoli: la sfida è trasformare i visitatori in viaggiatori
Per Angioletto De Negri l’appuntamento velico deve diventare una vetrina capace di promuovere Napoli, la Campania e il loro patrimonio oltre la durata delle regate.
L’arrivo dell’America’s Cup può offrire a Napoli molto più di una ribalta sportiva. Angioletto De Negri, ideatore della Borsa Mediterranea del Turismo e patron di Progecta, invita a progettare l’evento come un’occasione di sviluppo turistico, economico e d’immagine per l’intero territorio.
Napoli al centro della scena
Secondo De Negri, il pubblico atteso in città non dovrebbe limitarsi ad assistere alle gare. Il suo auspicio è che ogni presenza si trasformi in un’esperienza più ampia, capace di includere soggiorni, visite, consumi e contatti con la cultura locale.
Nel suo ragionamento, il campo di regata è soltanto uno degli elementi della manifestazione. La prospettiva deve comprendere il Golfo, il Lungomare, Castel dell’Ovo, Mergellina e Posillipo, insieme alla vista del Vesuvio, alle strutture alberghiere, alla ristorazione, alla musica e alla riconosciuta capacità di accoglienza napoletana. «La vera protagonista dell’America’s Cup debba essere Napoli», sostiene il manager, forte di oltre cinquant’anni di attività nel turismo organizzato.
Dalle regate a un viaggio
L’evento, nella visione del patron di Progecta, dovrebbe diventare il punto di partenza per conoscere anche le altre attrazioni della Campania. Pompei, Capri, Ischia, Procida, Sorrento e la Costiera Amalfitana potrebbero entrare nel percorso dei visitatori, assieme alle proposte gastronomiche e al patrimonio culturale della regione.
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De Negri richiama inoltre una celebre frase di Luciano De Crescenzo: «Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli». Il senso, spiega, può essere rovesciato: la competizione dovrebbe diffondere l’identità napoletana all’estero e, nello stesso tempo, accompagnare il mondo verso la città.
L’eredità oltre la competizione
La sfida non riguarda quindi soltanto l’organizzazione delle regate, ma la capacità di costruire un’offerta turistica internazionale intorno all’appuntamento. L’obiettivo indicato da De Negri è fare in modo che gli ospiti non restino spettatori occasionali, bensì scoprano Napoli e scelgano di tornare.
L’America’s Cup avrà una durata limitata, mentre gli effetti promozionali potrebbero proseguire per anni se l’esperienza riuscirà a suscitare un legame con la città e con la regione. «Napoli non deve semplicemente “ospitare” l’America’s Cup. Napoli deve essere l’America’s Cup», conclude De Negri.
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