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Tecnologia 1 min di lettura3 ore fa

X-Hinges integra sensori e circuiti nelle stampe 3D

Il progetto di MIT e Università di Tianjin consente di rilevare i movimenti senza applicare componenti dopo la stampa.

Un nuovo software permette di ottenere oggetti stampati in 3D capaci di riconoscere come vengono deformati o spostati.

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Oggetti che riconoscono i movimenti

Tra le applicazioni possibili rientra una lampada in grado di modificare la propria intensità luminosa quando viene piegata. Un altro esempio è un guanto che può trasferire i gesti delle dita a una mano robotica.

La caratteristica comune è l’assenza di dispositivi aggiunti in un secondo momento. La struttura stampata incorpora infatti gli elementi necessari per rilevare il movimento e trasformarlo in un segnale.

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Sensori già dentro la struttura

X-Hinges è stato sviluppato da ricercatori del MIT e dell’Università di Tianjin, in Cina. Il programma consente di progettare componenti stampati in 3D con sensori e percorsi elettrici realizzati direttamente durante la produzione.

Finora la creazione di oggetti interattivi richiedeva l’inserimento successivo di sensori, fili e altre parti elettroniche. Questa procedura rendeva più complessa la progettazione e poteva provocare interferenze tra i segnali prodotti dai sensori e quelli trasmessi dai collegamenti conduttivi.

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