Windows 11, BlackX aggira Secure Boot sui sistemi aggiornati
Il bootkit è stato usato contro organizzazioni diplomatiche dell’Asia centrale per mantenere accesso ai computer colpiti
Un nuovo bootkit chiamato BlackX è riuscito a eludere Secure Boot anche su computer con Windows 11 aggiornato. La minaccia è stata impiegata in operazioni di cyberspionaggio contro alcune organizzazioni diplomatiche dell’Asia centrale.
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L’attacco durante l’avvio
Secondo i ricercatori di Kaspersky, BlackX deriva dal codice di BlackLotus, il bootkit emerso pubblicamente nel 2023 e capace di aggirare i controlli di sicurezza dei sistemi Windows 11. Gli autori, probabilmente collegati al gruppo APT41, hanno modificato il codice per conservare l’accesso ai dispositivi già compromessi e condurre attività di spionaggio prolungate.
Il malware interviene nelle prime fasi dell’accensione del computer, prima del caricamento completo del sistema operativo. In questo modo può eseguire codice non autorizzato e mantenere la propria presenza nonostante gli aggiornamenti installati su Windows.
La protezione richiede interventi manuali
La vulnerabilità sfruttata da BlackX, identificata come CVE-2023-24932, era stata corretta da Microsoft nel 2023. L’aggiornamento, tuttavia, non è sufficiente da solo: per rendere effettiva la difesa, gli amministratori devono completare manualmente alcune modifiche alla configurazione dei dispositivi.
Un problema analogo aveva riguardato Baton Drop, la falla CVE-2022-21894 corretta nel 2022. In quel caso la prima patch non aveva comportato anche la revoca dei certificati utilizzati per firmare i vecchi gestori di avvio vulnerabili. Per questo diversi sistemi sono rimasti esposti, anche dopo l’installazione degli aggiornamenti.
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Dati sottratti dai computer
Gli aggressori hanno utilizzato BlackX per assicurarsi una presenza stabile sulle macchine infette. Le informazioni raccolte sono state trasferite attraverso servizi di archiviazione comuni, tra cui Google Drive, OneDrive e Yandex Disk.
Durante le operazioni, il gruppo ha tentato anche di disattivare i prodotti di sicurezza presenti sui dispositivi, comprese le soluzioni Kaspersky. L’azienda sostiene che le proprie difese abbiano comunque resistito a questi tentativi.
La ricerca sul bootkit è stata presentata da Georgy Kucherin, esperto del gruppo di analisi e ricerca globale di Kaspersky, durante il Security Analyst Summit 2026. Il caso mostra che l’applicazione della patch deve essere accompagnata dalle procedure manuali richieste da Microsoft per bloccare del tutto i gestori di avvio compromessi.
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