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Tecnologia 1 min di lettura1 ott

WhatsApp, cosa potranno controllare davvero i genitori

La nuova impostazione punta a tutelare gli adolescenti senza trasformare ogni chat in uno spazio sottoposto a sorveglianza continua.

La protezione degli adolescenti nelle applicazioni di messaggistica richiede un equilibrio difficile: gli adulti devono poter intervenire davanti a situazioni rischiose, ma senza cancellare la riservatezza dei figli. WhatsApp prova a muoversi in questa direzione con una serie di strumenti pensati per gli account dei più giovani.


Più limiti su profilo e contenuti

Le nuove opzioni permetteranno ai genitori di stabilire se e come l’adolescente potrà utilizzare i Canali. Sarà inoltre possibile intervenire sulla visibilità degli Status, scegliendo quali contenuti il figlio potrà vedere e quali persone potranno visualizzare quelli pubblicati dal suo account.

La gestione non si fermerà ai contenuti temporanei. Le impostazioni comprenderanno anche la foto del profilo e l’autorizzazione a essere inseriti nei gruppi, due aspetti che possono incidere sulla quantità di contatti e informazioni con cui un adolescente entra in rapporto.


Gruppi numerosi sotto osservazione

La parte più articolata riguarda i gruppi. I genitori potranno ricevere un avviso quando il figlio entra in una nuova conversazione collettiva oppure quando decide di uscirne.

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Le notifiche potranno scattare anche al raggiungimento di specifiche soglie numeriche: 30, 100 o 250 partecipanti. L’obiettivo è richiamare l’attenzione soprattutto sulle comunità più affollate, dove per un genitore diventa più complicato capire con chi l’adolescente stia interagendo.


Sicurezza senza controllo totale

L’impostazione scelta da WhatsApp non prevede, sulla base delle informazioni disponibili, la lettura automatica delle conversazioni. Il controllo si concentra invece su elementi esterni alle chat, come l’accesso ai Canali, la visibilità dei contenuti e i cambiamenti nella partecipazione ai gruppi.

Resta così centrale il tema del rapporto tra tutela e privacy. Gli strumenti sono pensati per offrire agli adulti segnali utili in caso di situazioni potenzialmente delicate, evitando però di trasformare ogni scambio dell’adolescente in un’attività sottoposta a sorveglianza costante.

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