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Tecnologia 2 min di lettura5 giorni fa

Volkswagen, il boom elettrico non basta: Wolfsburg riduce la produzione

La domanda per i nuovi modelli a batteria cresce, ma margini più bassi e meno lavoro per auto spingono il gruppo a ridimensionare impianti e organici.

Tra i progetti su cui Volkswagen concentra le proprie risorse c’è anche la futura ID. up!, una citycar elettrica dal prezzo contenuto il cui nome non è ancora definitivo. Il modello si inserisce in una strategia che punta ad ampliare l’offerta verso vetture più compatte e accessibili.

La crescita degli ordini per le elettriche, tuttavia, non sta producendo lo stesso effetto in tutti gli stabilimenti. Mentre alcuni impianti lavorano a ritmo elevato, la sede di Wolfsburg rinuncia a parte dei turni programmati e si prepara a chiudere l’anno sotto le previsioni.


L’elettrico cambia il lavoro in fabbrica

Il passaggio dai motori tradizionali ai propulsori a batteria modifica anche il fabbisogno industriale. Un’auto elettrica utilizza meno componenti rispetto a un modello con motore termico: di conseguenza servono meno operazioni di assemblaggio, meno ore e una squadra più ridotta.

Per Volkswagen, mantenere invariati personale e strutture mentre cambia la tecnologia sarebbe quindi economicamente insostenibile. Il piano di riorganizzazione comprende una contrazione della capacità produttiva e degli organici, con una parte rilevante degli investimenti destinata ai veicoli di prossima generazione.


Il successo elettrico ha un limite

L’offerta più ampia sta comunque modificando le scelte degli automobilisti tedeschi. Dopo anni caratterizzati da prezzi elevati e pochi modelli, Volkswagen propone vetture più piccole e meno costose; nello stesso periodo, il rincaro dei carburanti rende più interessante la soluzione elettrica.

La nuova ID. Polo, costruita in Spagna, ha superato i 40.000 ordini in Europa. La vettura ha inoltre ottenuto il riconoscimento nella categoria Budget al German Car of the Year, precedendo Renault Clio e Twingo.

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Il problema per i conti del gruppo è che i volumi non coincidono ancora con la redditività. I margini generati da una vettura elettrica restano inferiori a quelli di un’equivalente alimentata a benzina, proprio mentre Volkswagen ha avviato un programma di riduzione dei costi.


Wolfsburg perde terreno nella rete

La frenata riguarda soprattutto lo stabilimento simbolo del marchio, attivo da 88 anni. Qui vengono prodotte Golf, Tiguan e Tayron, ma il sito dovrebbe realizzare a fine anno circa 580.000 veicoli, contro una previsione iniziale superiore a 600.000; i turni aggiuntivi previsti sono stati cancellati.

Anche la geografia produttiva è destinata a cambiare. Dal 2027 la Golf non sarà più assemblata in Germania: la produzione verrà trasferita a Puebla, in Messico.

Il quadro è diverso a Emden, dove Volkswagen ha aggiunto due turni per sostenere la richiesta della ID.7, disponibile sia come berlina liftback sia come station wagon. A Zwickau, invece, le linee sono impegnate sulla ID.3 Neo, versione aggiornata della compatta a trazione posteriore.

La diversa distribuzione dei carichi mostra il paradosso del momento: la domanda si sposta rapidamente verso le auto a batteria, ma gli impianti pensati per le motorizzazioni convenzionali devono essere ridimensionati. Per il gruppo, vendere più elettriche non significa ancora poter mantenere intatta la struttura industriale tedesca.

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