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Tecnologia 1 min di lettura17 ore fa

Umidità senza contatto: il sensore che “ricorda” ciò che rileva

Un memristore neuromorfico individua un dito umido a un millimetro di distanza e trasforma l’acqua in una variazione della resistenza elettrica.

Bastano le molecole d’acqua per cambiare il comportamento elettrico del dispositivo: quando vengono trattenute dal materiale sensibile, ne alterano la struttura elettronica e ne favoriscono la conduzione. L’umidità diventa così un segnale capace di modificare la resistenza del sensore, anche senza un contatto diretto.


L’acqua diventa un segnale elettrico

Il componente è un memristore progettato per reagire alla presenza di umidità. Nei test, il sistema ha riconosciuto un dito umido posizionato a 1 millimetro di distanza, senza che fosse necessario toccare la superficie.

Questa risposta nasce dall’interazione tra l’acqua e il materiale attivo. L’assorbimento delle molecole modifica le proprietà elettroniche dello strato sensibile, producendo un cambiamento misurabile nella conducibilità e, di conseguenza, nella resistenza elettrica.


Un sensore con memoria

L’aspetto più particolare non riguarda soltanto la capacità di rilevare l’umidità a distanza. Il dispositivo può anche conservare una traccia dello stimolo appena ricevuto, secondo un comportamento che richiama quello delle sinapsi del cervello.

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A svilupparlo sono stati ricercatori della Corea del Sud, dell’India e dell’Australia. La struttura comprende uno strato poroso di pirofosfato di nichel, indicato con la formula Ni₂P₂O₇, collocato tra materiali conduttivi.


Dalla robotica alla casa connessa

L’unione tra rilevazione senza contatto e capacità di memoria rende questa tecnologia interessante per diversi possibili impieghi. Tra gli ambiti indicati rientrano i dispositivi per la casa connessa e la robotica.

In questi contesti, un sensore del genere potrebbe fornire direttamente una risposta legata allo stimolo ricevuto, riducendo la necessità di affidare ogni fase dell’elaborazione a un sistema esterno. Il principio, ancora legato alla ricerca, punta quindi a combinare rilevazione e trattamento dell’informazione nello stesso componente.

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