Trump e Xi, l’accordo parte dai dazi: oggi il faccia a faccia decisivo
A Washington il colloquio tra i due leader apre una visita di tre giorni: tregua commerciale prorogata, dossier sensibili sul tavolo e cena di Stato con i big della tecnologia.
La tregua sui dazi è stata allungata fino al 10 gennaio, dando a Washington e Pechino più margine per continuare a trattare. È questo il primo segnale concreto arrivato nel giorno del colloquio tra Donald Trump e Xi Jinping, mentre sullo sfondo restano commercio, sicurezza e una lunga lista di nodi ancora aperti.
Xi ha presentato il viaggio come l’occasione per uno «scambio approfondito» sulle relazioni tra i due Paesi e sul quadro internazionale. Nel messaggio diffuso all’arrivo negli Stati Uniti, il presidente cinese ha detto di essere «fiducioso» e ha definito Cina e Stati Uniti «entrambe grandi nazioni», sostenendo che possano ottenere risultati utili a entrambi e anche al resto del mondo.
La pace commerciale guadagna tempo
Sul fronte economico, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha reso noto che le due amministrazioni hanno deciso di spostare in avanti di due mesi la scadenza della tregua commerciale. L’intesa precedente sarebbe finita il 10 novembre, ma il nuovo termine è stato fissato al 10 gennaio.
La partita non riguarda soltanto i dazi. Negoziati sono in corso anche su terre rare e semiconduttori, due settori strategici in cui gli interessi delle due potenze si scontrano apertamente. Nel confronto rientra pure l’intelligenza artificiale, mentre la dimensione militare porta direttamente al capitolo della corsa agli armamenti.
Taiwan resta il dossier più delicato
Tra i temi più sensibili c’è Taiwan, su cui il colloquio potrebbe essere particolarmente teso. Xi dovrebbe chiedere a Trump di interrompere le vendite di armi americane all’isola, che Pechino considera parte del proprio territorio.
Gli Stati Uniti, però, mantengono i rapporti con Taipei e continuano a fornire sistemi d’arma. Accanto a questo, i due presidenti dovrebbero affrontare anche la situazione in Iran, insieme ad altri dossier internazionali giudicati prioritari.
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Prima ancora del faccia a faccia, Trump aveva descritto l’appuntamento come «ottimo». La visita di Xi negli Stati Uniti durerà tre giorni e prevede, oltre all’incontro alla Casa Bianca, la cerimonia ufficiale di benvenuto e i colloqui bilaterali.
In serata è in programma una cena di Stato offerta da Trump, con ospiti attesi anche dal mondo della tecnologia e della finanza: Tim Cook di Apple, Jensen Huang di Nvidia, Sam Altman di OpenAI, Sundar Pichai di Google, Elon Musk di Tesla e SpaceX, Jane Fraser di Citigroup e Jamie Dimon di JPMorgan.
Il giorno successivo, venerdì mattina, Trump e Xi si vedranno di nuovo insieme alle rispettive mogli per il tè alla Casa Bianca. La delegazione visiterà poi gli Archivi nazionali, dove è conservata la Dichiarazione d'indipendenza americana.
L’incontro arriva dopo mesi di frizioni commerciali tra le due capitali e dopo la sospensione temporanea dei dazi. La nuova scadenza del 10 gennaio lascia spazio a ulteriori trattative sui temi economici, mentre il vertice mette sul tavolo anche sicurezza e rapporti con altri Paesi.
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