1.408notizie oggi
Tecnologia 2 min di lettura2 ore fa

Torvalds cambia idea sull’AI: creativa nei progetti, delicata nel kernel

Il fondatore di Linux apprezza gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, ma chiede prudenza quando entrano in gioco software essenziali e difficili da verificare.

Un semplice progetto per un pedale per chitarra ha mostrato a Linus Torvalds il lato più utile dell’intelligenza artificiale. Dopo aver scritto in C un’interfaccia funzionante ma poco curata, il creatore di Linux ha affidato all’AI la realizzazione della parte grafica, una competenza che non voleva approfondire personalmente, e ha poi perfezionato il risultato attraverso successive modifiche.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Un aiuto concreto per chi crea

L’esperienza ha contribuito a rendere Torvalds più favorevole verso questi strumenti, inizialmente considerati da lui poco convincenti. Oggi li considera capaci di ridurre le difficoltà d’ingresso nella programmazione e di rendere più stimolante la costruzione di piccoli progetti.

Il problema, secondo l’informatico finlandese, è che i programmi professionali sono diventati così complessi da rendere poco gratificante il primo approccio per chi parte da zero. L’AI può invece consentire a un principiante di ottenere in tempi brevi qualcosa di concreto, anche quando non possiede ancora tutte le conoscenze necessarie per svilupparlo senza assistenza.


Nel kernel la cautela resta decisiva

L’apertura di Torvalds non equivale però a un via libera indiscriminato. L’uso dell’intelligenza artificiale cambia significato quando riguarda un prodotto personale e circoscritto oppure un componente essenziale come il kernel Linux, dove errori e comportamenti imprevisti possono avere conseguenze più ampie.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

«Bisogna stare molto attenti quando si usa l’AI per qualcosa di reale e importante», ha avvertito durante un intervento a un vertice europeo dedicato al codice aperto. La sua posizione, quindi, non è di rifiuto: l’AI può colmare lacune individuali e accelerare il lavoro, ma il codice destinato a infrastrutture critiche richiede controlli e competenze adeguate.

Torvalds ha spiegato di aver modificato il proprio giudizio con il progresso degli strumenti di programmazione basati sull’AI. La distinzione centrale resta quella tra sperimentazione personale, dove è possibile correggere e valutare direttamente gli errori, e sviluppo di software da cui dipendono sistemi molto più delicati.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere