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Tecnologia 1 min di lettura1 ora fa

Thales Alenia Space, l’ipotesi che può cambiare il ruolo dell’Italia

Sul tavolo una possibile separazione delle attività italiane di Thales Alenia Space, con Leonardo al 33% e un nuovo socio chiamato a rilevare la quota restante.

L’industria spaziale italiana potrebbe trovarsi davanti a una svolta societaria di grande rilievo. L’ipotesi prevede infatti di rendere più autonome le attività nazionali di Thales Alenia Space, trasformandole in una realtà distinta con una nuova configurazione proprietaria.

A Leonardo resterebbe il 33% del capitale, mentre il 67% potrebbe essere assegnato a un nuovo investitore oppure a un consorzio. Non si tratterebbe soltanto di trasferire impianti e lavoratori: al centro dell’operazione ci sarebbero competenze, contratti e capacità industriali considerate strategiche.


La posta in gioco va oltre le fabbriche

Il valore dell’eventuale separazione risiederebbe soprattutto nel passaggio di contratti, proprietà intellettuale, programmi informatici e rapporti con i clienti istituzionali. A questi elementi si aggiungerebbe l’autorità progettuale, cioè il controllo sulle scelte tecniche e sull’evoluzione dei sistemi spaziali.

Mantenere questa competenza significherebbe conservare la possibilità di stabilire come progettare una piattaforma, quali tecnologie sviluppare e in quale direzione aggiornarla. È questo il punto che distingue una semplice operazione industriale dalla nascita di un soggetto con maggiore autonomia strategica.

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I numeri spiegano l’interesse

La dimensione dell’attività italiana emerge dai risultati del 2024. Thales Alenia Space Italia ha superato 1 miliardo di euro di ricavi e ha registrato circa 116 milioni di EBIT, mentre i nuovi ordini hanno raggiunto quota 1,725 miliardi di euro.

Numeri di questo tipo aiutano a comprendere perché l’ipotesi potrebbe incidere sull’intero comparto nazionale. Il progetto, tuttavia, resta una possibilità: per trasformarlo in una nuova realtà societaria servirebbero un investitore o un raggruppamento disposto ad assumere il controllo del 67%, lasciando a Leonardo una partecipazione di minoranza qualificata.

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