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Tecnologia 3 min di lettura57 min fa

Targhe su misura, ma non subito: quanto costeranno e chi potrà averle

La riforma apre alla scelta di lettere e numeri per le targhe, ma il servizio partirà soltanto dopo decreti attuativi, controlli e adeguamenti informatici.

Per vedere sulle auto italiane combinazioni di lettere e numeri scelte dal proprietario bisognerà ancora attendere. L’approvazione dello schema di decreto legislativo non rende infatti disponibile il servizio: restano da completare l’iter parlamentare, le norme applicative e l’aggiornamento dei sistemi della Motorizzazione Civile.

Di conseguenza, al momento non è possibile prenotare una targa personalizzata. Gli automobilisti dovranno aspettare le indicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prima di presentare qualsiasi domanda.

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La personalizzazione avrà un costo aggiuntivo

Il rilascio di una combinazione dedicata sarà subordinato al pagamento di un contributo. La cifra definitiva non è stata ancora stabilita e dovrà essere fissata da un provvedimento adottato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il prezzo complessivo dovrebbe comprendere almeno tre voci: la realizzazione e la consegna della targa ufficiale, le spese amministrative per la pratica e l’aggiornamento degli archivi, oltre a una maggiorazione collegata alla facoltà di scegliere la sequenza alfanumerica. Gli importi esatti saranno quindi noti soltanto con la definizione delle regole operative.


La riforma apre alle targhe su misura

La novità nasce dallo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026. Il provvedimento consente di chiedere una targa con lettere e numeri scelti dall’interessato, superando in parte l’assegnazione automatica basata sull’ordine progressivo.

La possibilità riguarderà sia le nuove immatricolazioni sia le reimmatricolazioni. Potranno accedervi i proprietari di veicoli appena immatricolati e quelli di mezzi riconosciuti di interesse storico e collezionistico. Per questi ultimi rimane inoltre disponibile la targa storica, cioè quella che riproduce la sigla utilizzata al momento della costruzione del veicolo.


Scelta libera, ma entro confini precisi

L’opzione personale non coinciderà con una libertà assoluta. La sequenza richiesta dovrà essere inedita e non potrà risultare già presente o attiva negli archivi informatici del Centro Elaborazione Dati della Motorizzazione Civile.

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Saranno respinte anche le combinazioni offensive, equivoche o potenzialmente ingannevoli, mentre non sarà ammessa la duplicazione di una targa già assegnata. I successivi provvedimenti stabiliranno formato, quantità massima di caratteri e criteri di composizione, mantenendo come requisiti essenziali la leggibilità e l’identificazione immediata del veicolo.


Fabbricazione e procedura restano pubbliche

La produzione non potrà essere affidata a imprese o privati non autorizzati. Realizzazione e distribuzione continueranno a spettare esclusivamente allo Stato italiano, attraverso l’Istituto Poligrafico dello Stato.

Non sarà consentito modificare il supporto con adesivi, stemmi, simboli o altri elementi capaci di coprire la sequenza o comprometterne la visibilità. La targa conserverà quindi il suo valore amministrativo e la sua funzione di sicurezza, indispensabile anche per i controlli delle forze dell’ordine e per i dispositivi elettronici.

La richiesta dovrebbe partire dalla scelta della combinazione, che verrà sottoposta a una verifica informatica sulla disponibilità e sull’eventuale assegnazione precedente. Una volta superati i controlli, la sequenza sarà collegata al veicolo e registrata nei documenti di circolazione.

Resta però necessario attendere la conclusione dell’intero percorso normativo e tecnico. Solo dopo l’emanazione dei decreti attuativi e l’adeguamento delle piattaforme ministeriali sarà possibile conoscere modalità definitive, tempi e costi per ottenere la nuova targa.

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