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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

SynthID Detector, Google apre la caccia ai contenuti artificiali

Il nuovo servizio consente di analizzare immagini, filmati e audio alla ricerca delle filigrane digitali associate alla generazione o alla modifica con intelligenza artificiale.

Riconoscere un contenuto prodotto dall’intelligenza artificiale è diventato sempre più difficile, soprattutto mentre immagini, video e registrazioni audio raggiungono livelli di realismo elevati. Google prova a colmare questa lacuna rendendo disponibile a tutti SynthID Detector, uno strumento online progettato per individuare le tracce digitali lasciate durante la creazione o l’elaborazione di un file.


Il controllo ora è aperto a tutti

Il servizio permette di caricare immagini, video e file audio per verificare se contengano una filigrana digitale riconducibile a un processo basato sull’intelligenza artificiale. L’accesso pubblico rappresenta una novità rispetto a una situazione in cui mancava uno strumento universale disponibile senza limitazioni per questo tipo di controllo.

La tecnologia non si concentra esclusivamente sui prodotti sviluppati da Google. SynthID Detector è infatti già in grado di cercare contrassegni associati anche a contenuti realizzati con soluzioni di OpenAI, NVIDIA e Kakao, ampliando il numero di strumenti che possono essere sottoposti all’analisi.


Dalla foto all’audio, cosa analizza

L’utilizzatore può sottoporre alla verifica diversi formati: una fotografia, un filmato oppure una registrazione sonora. Il sistema cerca i watermark digitali inseriti quando il contenuto viene generato o modificato attraverso strumenti di intelligenza artificiale.

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Questa funzione arriva in un momento in cui distinguere un’opera autentica da una sintesi digitale è diventato più complesso anche per chi non ha familiarità con queste tecnologie. Il rilevamento dipende tuttavia dalla presenza delle specifiche filigrane che SynthID Detector è progettato a riconoscere.


In arrivo anche Apple Intelligence

L’elenco delle tecnologie supportate dovrebbe ampliarsi. Google ha indicato che in futuro il servizio sarà compatibile anche con le immagini create o ritoccate tramite Apple Intelligence e Image Playground.

L’apertura a strumenti sviluppati da aziende diverse da Google punta quindi a costruire un sistema di verifica più ampio. Per ora, il funzionamento resta legato ai contrassegni digitali presenti nei contenuti analizzati e agli strumenti già integrati nel servizio.

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