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Tecnologia 2 min di lettura6 giorni fa

Studio telefonico muto per 62 giorni: Tim condannata a rimediare

Per quasi due mesi un notaio bolognese non ha potuto usare la propria linea business: il Tribunale civile ha stabilito che Tim dovrà risarcirlo dopo un guasto rimasto irrisolto per settimane.

Un ufficio professionale lasciato senza una linea funzionante per oltre due mesi è costato caro a Tim. Il Tribunale civile di Bologna ha infatti riconosciuto il danno subito da un notaio della città, rimasto senza un telefono realmente utilizzabile per 62 giorni tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023.

Dal 25 novembre 2022 al 26 gennaio 2023, lo studio non è riuscito né a effettuare né a ricevere chiamate in modo normale. Durante quel periodo sono arrivate più segnalazioni e sono stati presi contatti ripetuti con l’assistenza, ma la soluzione è arrivata solo molto più tardi. L’unico rimedio concreto, nel frattempo, è stato attivato il 12 dicembre, con l’instradamento delle chiamate sul cellulare di un dipendente.


Il guasto ha bloccato lo studio

La linea interessata era legata a un contratto business con Tim. Il disservizio, secondo la ricostruzione emersa in giudizio, ha reso l’utenza di fatto inutilizzabile per settimane, impedendo al professionista di gestire normalmente le telefonate dello studio.

Il problema non si è risolto con i soli interventi di assistenza e il notaio ha dovuto affidarsi alle rassicurazioni ricevute nel frattempo. Solo la deviazione verso un altro numero ha consentito di tamponare in parte la situazione, senza però ripristinare davvero il servizio originario.


La versione di Tim in tribunale

Davanti al Tribunale civile di Bologna, Tim ha spiegato che il guasto riguardava, per quanto ricostruito dalla società, un cavo multipolare interrato. A causare il danno sarebbero state infiltrazioni d’acqua e umidità, con un grave problema di isolamento.

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Per sostituire il tratto compromesso, ha sostenuto la compagnia, sarebbero stati necessari scavi profondi, strumenti specifici e una serie di autorizzazioni. I lavori, inoltre, avrebbero coinvolto la viabilità di via Castiglione e via Farini, elemento che avrebbe reso più complesso l’intervento.


Il periodo senza linea

Il punto centrale della vicenda resta la durata del blackout: 62 giorni in cui il telefono dello studio non ha funzionato correttamente. Un arco di tempo che il tribunale ha ritenuto sufficiente per riconoscere le conseguenze del disservizio a carico del professionista.

La decisione chiude così una controversia nata da un guasto tecnico che, pur spiegato dalla società con difficoltà operative e problemi sotterranei alla rete, ha lasciato per settimane il notaio senza un servizio essenziale per il lavoro quotidiano.

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