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Tecnologia 2 min di lettura4 giorni fa

Spotify corre ai ripari su Android: ecco il tetto alla cache

Nelle build più recenti dell’app compaiono indizi su un controllo inedito, pensato per evitare che i file temporanei occupino troppo spazio sul telefono.

La soluzione potrebbe arrivare proprio dove oggi nasce il problema: nella gestione automatica della cache. Su Android, Spotify sta testando un’impostazione che permetterebbe di fissare un tetto massimo ai dati conservati in locale, così da evitare accumuli troppo pesanti nel tempo.


Un controllo che oggi manca

Al momento, chi vuole liberare spazio deve intervenire a mano dalle impostazioni dell’app, seguendo il percorso Risparmio dati e offline e poi Cancella cache. È una procedura utile, ma va ripetuta di tanto in tanto perché non risolve la questione in modo strutturale.

Spotify usa questa memoria temporanea per tenere a portata di mano brani, podcast e copertine, in modo da rendere più rapida la fruizione e contenere il traffico dati quando si torna sugli stessi contenuti. Proprio questa comodità, però, può trasformarsi in un problema quando i file salvati crescono fino a occupare diversi gigabyte.


La nuova voce vista nell’app

Nella versione Spotify per Android 9.1.88.815, secondo quanto segnalato dai colleghi di androidauthority.com, è comparso il riferimento a una voce chiamata “Cache limit”. L’idea sarebbe quella di consentire all’utente di scegliere quanti GB dedicare ai contenuti temporanei.

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Le stringhe individuate nell’app indicano anche che Spotify vuole rendere chiaro l’effetto di ogni scelta. Se il limite fosse troppo basso, comparirebbe un avviso: la riproduzione potrebbe risultare meno fluida e il consumo di dati salire. Con una cache più ampia, invece, la piattaforma prometterebbe una resa più stabile e un uso minore della connessione.

Tra le opzioni emerse c’è anche “Spotify recommended”, cioè una soglia suggerita direttamente dal servizio. Sarebbe pensata per chi preferisce affidarsi a un valore predefinito senza dover decidere manualmente.

Un altro elemento emerso in anteprima riguarda la cancellazione della cache: in futuro, quando l’utente svuoterà i file temporanei, Spotify potrebbe proporre anche di impostare subito un limite automatico invece di tornare alla stessa operazione in modo periodico.

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