5.000Lettori online ora
Tecnologia 2 min di lettura2 giorni fa

Shelly, l’offerta di Schneider vale 1,2 miliardi: cosa succede agli utenti

L’operazione punta al controllo della società bulgara, ma il futuro di cloud, API e sviluppo locale dovrebbe restare in gran parte invariato.

Per chi utilizza già i dispositivi Shelly, il punto centrale non è soltanto il passaggio di proprietà, ma la continuità dell’esperienza d’uso. Schneider Electric ha annunciato un’offerta in contanti da 70 euro per azione, mentre la società bulgara assicura che marchio, prodotti e principali strumenti di integrazione resteranno operativi.


Gli utenti attendono garanzie concrete

Dimitar Dimitrov, co-CEO e co-fondatore di Shelly, ha chiarito alla community che l’azienda intende preservare il controllo locale e l’accesso alle funzioni oggi più apprezzate dagli utenti. Tra queste rientrano le API aperte e l’utilizzo dei dispositivi anche senza una dipendenza obbligatoria dal cloud.

Dovrebbero quindi continuare a essere supportati protocolli e integrazioni come MQTT e webhook, oltre ai collegamenti con Home Assistant e openHAB. Anche il gruppo responsabile del firmware dovrebbe rimanere al lavoro sui prodotti Shelly, mentre l’ingresso di Schneider Electric servirà soprattutto a sostenere l’espansione dell’offerta e la presenza in nuovi mercati.


Sede e personale restano al loro posto

L’accordo prevede inoltre la permanenza della sede centrale in Bulgaria. Per un periodo di almeno tre anni non sono attese modifiche alla struttura organizzativa né all’organico, con una continuità che dovrebbe coinvolgere ricerca e sviluppo, ingegneria, vendite e management.

La prospettiva indicata dalle due società è dunque quella di integrare Shelly nel gruppo Schneider Electric senza smantellarne l’identità operativa. Per gli acquirenti dei prodotti, tuttavia, eventuali novità concrete su catalogo e distribuzione dipenderanno dalle successive decisioni industriali.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L’offerta ora aspetta le autorizzazioni

La proposta sarà formalmente presentata da SE 2026 A SAS, società controllata interamente da Schneider Electric. Prima dell’avvio è necessario il nullaosta della Bulgarian Financial Supervision Commission, che viene indicato tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.

Il valore complessivo dell’operazione è stimato in circa 1,2 miliardi di euro. I 70 euro per titolo incorporano un incremento del 27% rispetto al prezzo del 28 luglio e del 22% rispetto a quello del 23 settembre; il perfezionamento è atteso entro il primo trimestre del 2027, ma solo se Schneider Electric arriverà almeno al 95% del capitale.


I fondatori sostengono il passaggio

I due fondatori di Shelly, titolari complessivamente di circa il 57% delle azioni, hanno già manifestato il proprio appoggio. Dimitrov, che possiede circa il 29%, aderirà all’offerta e reinvestirà una parte del ricavato insieme al nuovo azionista, continuando a guidare la società con Wolfgang Kirsch.

Svetlin Todorov detiene invece circa il 28% direttamente e attraverso Salisto Holdings. La sua quota sarà trasferita in due momenti: inizialmente il 5%, poi il restante 23% circa una volta ottenute le autorizzazioni necessarie. Se Schneider Electric raggiungerà la soglia prevista, potrà puntare al controllo integrale e valutare anche l’uscita di Shelly dalla Borsa.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere