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Tecnologia 3 min di lettura1 ora fa

Scuole Usa, senza l’IA di Google sparisce la ricerca

Il progetto pilota partirà entro novembre in alcuni istituti, poi la scelta passerà agli amministratori scolastici

A partire dal 2027, gli istituti statunitensi potranno disattivare gli strumenti di intelligenza artificiale di Google per gli account degli studenti. La rinuncia completa comporterà però anche la perdita dell’accesso al motore di ricerca tradizionale.

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La scelta affidata agli istituti

La modifica riguarderà gli account scolastici del percorso statunitense dalla scuola dell’infanzia fino all’ultimo anno delle superiori. Inizialmente Gemini e i servizi collegati non saranno attivi: spetterà ai responsabili degli istituti decidere se renderli disponibili.

Google ha spiegato di essere arrivata a questa impostazione dopo aver ascoltato scuole, docenti, ricercatori e rappresentanti politici. L’azienda sostiene che ogni istituto debba poter stabilire come usare l’intelligenza artificiale nelle classi e quali strumenti fornire agli amministratori per controllarne l’impiego.


Il costo del blocco totale

La libertà di escludere l’IA non sarà tuttavia completa. Se una scuola sceglierà di impedire ogni funzione basata sull’intelligenza artificiale di Google, gli studenti non potranno più utilizzare nemmeno la versione classica del motore di ricerca, quella che presenta un elenco di collegamenti.

Chris Phillips, vicepresidente e responsabile della divisione Istruzione di Google, ha spiegato al New York Times che «la ricerca e l’intelligenza artificiale sono profondamente integrate». Al posto dei risultati comparirà un avviso dell’istituto, con cui verrà comunicata l’indisponibilità del servizio.


Il progetto per imparare con Gemini

Nel frattempo Google porterà Guided Learning direttamente nel motore di ricerca destinato agli account scolastici americani. La funzione, finora disponibile tramite Gemini, è pensata per accompagnare gli studenti nell’analisi di un argomento o nella risoluzione di un esercizio, senza fornire subito la soluzione.

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Il sistema procede attraverso spiegazioni e quesiti successivi. Una sperimentazione comincerà entro la fine di novembre in alcune scuole selezionate degli Stati Uniti; i commenti degli insegnanti serviranno a definire l’estensione del servizio ad altri distretti nei mesi seguenti.


Le preoccupazioni nelle aule

Il dibattito nasce dal timore che i chatbot, capaci di scrivere elaborati e completare esercizi in pochi secondi, diventino un modo per evitare il lavoro necessario a sviluppare autonomia e capacità di ragionamento. L’OCSE ha indicato questo rischio con l’espressione «pigrizia metacognitiva»: ricevere facilmente una risposta può ridurre l’esercizio del percorso mentale che porta a raggiungerla.

Google ha riconosciuto il problema. «Se vi è mai capitato di vedere uno studente usare strumenti di intelligenza artificiale per farsi aiutare nei compiti, probabilmente vi sarete chiesti: sta davvero imparando oppure sta semplicemente usando una scorciatoia?», ha scritto l’azienda presentando il proprio approccio all’apprendimento.


Il peso dell’ecosistema Google

La decisione arriva in un settore dove Google è già presente con i suoi servizi per docenti e studenti. Anche i Chromebook, portatili economici basati su ChromeOS, sono diffusi nelle scuole statunitensi e rafforzano il legame quotidiano tra gli istituti e gli strumenti dell’azienda.

Per questo l’esclusione dell’IA può tradursi nella rinuncia a un servizio utilizzato da oltre venticinque anni per trovare documenti e materiali online. Google sta inoltre riprogettando il motore attorno ai propri modelli di intelligenza artificiale, rendendo la scelta tra accesso completo e blocco delle funzioni più onerosa per le scuole.

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